Alberto Carpenedo e Alberto Trivelli eletti coordinatori dei Giovani Democratici della Valle dell’Agno

Alberto Carpenedo

Alberto Trivelli

Sabato 8 maggio i Giovani Democratici della Valle dell’Agno, in una riunione che ha visto anche la presenza del segretario provinciale dei GD Giacomo Possamai, hanno eletto formalmente i loro due coordinatori. Sono Alberto Trivelli, 19 anni, di Recoaro Terme ed Alberto Capenedo, 23 anni, di Trissino, che già da tempo lavoravano in tandem nel coordinamento del circolo.
“Il nostro obiettivo – dichiarano i neo coordinatori – è far diventare i Giovani Democratici un vero attore politico nel territorio della Valle dell’Agno. Questo spiega anche l’elezione del doppio coordinatore, uno per l’alta valle, uno per la bassa. Il nostro primo progetto è quello di presentarci in tutti i comuni con delle iniziative che portino i temi della politica nazionale (e non) vicini ai giovani. Crediamo infatti che un’organizzazione giovanile progressista come la nostra non debba solo rinchiudersi nelle proprie stanze e criticare chi attualmente ci governa, ma abbia soprattutto lo scopo di fare delle proposte concrete coinvolgendo la popolazione. Vogliamo parlare sia di temi locali che interessano le nostre zone, sia delle grandi tematiche come l’Europa, l’immigrazione, l’ambiente e la green economy. E come facciamo già da qualche anno organizzeremo, oltre alle serate, periodici volantinaggi informativi su questi temi, a proposito dei quali troppe volte si sente una voce sola”.

Questi i recapiti del circolo:
la mail gdvalleagno@gmail.com, il blog http://gdvalleagno.blogspot.com e il gruppo Facebook.

10/05/2010 comunicato stampa Lascia un commento

In ricordo di Peppino Impastato. La casa dei Cento passi diventerà un centro culturale.

Il 9 maggio del 1978 è il giorno del ritrovamento cadavere di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse. Ma è anche il giorno in cui fu ucciso per mano della mafia Peppino Impastato, il fondatore di Radio Aut che proprio attraverso la sua radio denunciò lo strapotere mafioso del boss di Cinisi Tano Badalamenti, ribellandosi al padre e alla maggioranza dei suoi compaesani.
Oggi, in occasione del trentaduesimo anniversario del suo assassinio, le chiavi dell’edificio dove viveva Tano Badalamenti saranno consegnate all’associazione che porta il nome di Peppino e diventerà la nuova biblioteca comunale di Cinisi.

Questo il commento di Giovanni Impastato, fratello di Peppino:

“Siamo molto contenti perché è stato scelto un giorno simbolicamente molto importante per tutti coloro che lottano contro la mafia e di questo vogliamo ringraziare tutte le autorità locali e nazionali che si sono impegnate per questa scelta importante e significativa. Domenica sarà una giornata di festa non solo per Casa Memoria, i familiari e i compagni di Peppino, i movimenti e le associazioni che in questi anni si sono impegnate contro la mafia, trovando in Peppino e nella sua storia un punto di riferimento importante, ma anche per tutta la città, che proprio nella confisca di questa casa e nella sua trasformazione in centro di promozione culturale e sociale potrà trovare occasione di rilancio e riscatto.

L’affidamento alla nostra Associazione dell’immobile confiscato assume rilevanza non solo locale, ma anche nazionale e internazionale perché la storia e la figura di Peppino hanno oggi una valenza che va oltre i confini del nostro piccolo paese. Dopo la sentenza di condanna di Gaetano Badalamenti, la destinazione oggi di un bene mafioso al servizio della comunità, rappresenta un altro esempio della vittoria della giustizia e della legalità sulla violenza mafiosa. Un esempio importante per i tantissimi giovani che in questi anni hanno frequentato Casa Memoria e che sono stati i grandi protagonisti di questa grande vittoria.

Il progetto che abbiamo presentato come associazione prevede di trasformare l’immobile in centro culturale anche attraverso la realizzazione di una biblioteca pubblica comprendente i circa 200 volumi di proprietà di Peppino Impastato e da gli oltre 1000 libri acquisiti con diverse donazioni: si tratta di testi di storia, geografia, letteratura, filosofia, sociologia, economia, con una specifica presenza di argomenti relativi alla storia della Sicilia e del movimento operaio e contadino.

Nell’immobile, che gestiremo in collaborazione con il comune, saranno anche individuati degli spazi per lo svolgimento di attività culturali, come quelle che caratterizzarono il “Circolo Musica e Cultura” negli anni 1976 e 1977, cineforum, dibattiti, recitals, presentazioni di libri, mostre ecc., ma anche corsi di recupero, di preparazione scolastica, di educazione musicale. Si potranno attivare importanti sinergie con l’amministrazione comunale realizzando un punto di accoglienza più grande per i numerosi visitatori che, nel corso dell’anno arrivano a Casa Memoria e che spesso non trovano spazio nei piccoli locali dell’immobile”.

Giovanni Impastato nella casa sequestrata alla mafia

9/05/2010 Italia Lascia un commento

La lezione di Impastato e Don Merola

Venerdi 23 Aprile 2010 si è svolta la serata conclusiva della “Carovana della Legalità” organizzata dai GD del Veneto, che ha visto l’organizzazione di incontri con Giovanni Impastato in cinque province venete.
“Le Mafie esistono (anche al nord)” , iniziativa dei GD della provincia di Vicenza, era la tappa conclusiva di questo percorso: centinaia di persone, in gran parte giovani, provenienti da tutta la provincia e anche da altre città venete hanno partecipato all’iniziativa per informarsi, capire e conoscere il fenomeno mafioso e affermare con la loro presenza un forte e chiaro “no alla mafie”.
L’incontro si è tenuto nella splendida cornice del palazzo delle Opere Sociali a Vicenza, con la partecipazione di ospiti di rilievo come Don Luigi Merola, per 7 anni anni parroco di Forcella, Giovanni Impastato, fratello di Peppino e Luciano Violante, ex presidente della Camera che a causa di un ritardo aereo non è riuscito ad essere presente.
Emozionante e al di sopra di ogni più rosea aspettativa le presenze, con il Salone gremito e persone in piedi in tutti corridoi attorno alla sala: da molto tempo Vicenza non viveva una serata di tale intensità emotiva e di partecipazione così forte.
L’obiettivo della serata era sottolineare come il fenomeno mafioso non sia solo una questione che interessa il meridione del nostro Paese, ma che sia ormai un fenomeno che tocca l’intera penisola italiana: come GD, organizzando iniziative come queste, vogliamo iniziare un percorso che porti ad un cambiamento culturale profondo nelle nostre generazioni, attraverso momenti di unione, condivisione e dibattito per arrivare a proposte politiche concrete e costruttive. Solo attraverso l’informazione costante e l’approfondimento sui temi costruiremo nel tempo gli strumenti culturali per combattere i disvalori che stanno minando alla base la nostra società.
La riuscita di questo evento ci dà coraggio perchè ha dimostrato che valori come giustizia, legalità, uguaglianza non sono indifferenti né estranei ai ragazzi: ciò che spesso manca è proprio la possibilità di incontro e confronto su tali argomenti.
Un ragazzo presente in sala, che ha partecipato al viaggio per la legalità in Sicilia, che ogni anno viene organizzato con la Consulta Provinciale ci ha detto: “Don Merola e Impastato si sono completati a vicenda: da una parte il carisma e l’esperienza concreta di Don Luigi, con il racconto delle sue difficoltà incontrate a Scampia e le riflessioni di Giovanni ricche di forti provocazioni e spunti di riflessione. Particolarmente significativa è stata la stretta di mano prolungata tra i due durante il lungo applauso finale, come a dire che quella per la legalità è una lotta che tutti dobbiamo combattere insieme: loro la combattono dedicandoci una vita intera, noi, nel nostro piccolo, con l’informazione e con il sostegno a chi per la legalità combatte tutti i giorni, Con la consapevolezza che se ognuno fa qualche cosa allora si può fare molto”.
Proprio per questo, perché questa serata è solo l’inizio di un percorso che vogliamo intraprendere, il prossimo autunno ci sarà il secondo appuntamento de “Le Mafie esistono (anche al nord)” con altri ospiti testimoni della lotta alla criminalità organizzata.
Ed usando un augurio tratto dalle parole usate da Giovanni Impastato: cerchiamo di essere “ingranaggi guasti”, impariamo ad essere liberi di non obbedire a ciò che è iniquo e ingiusto, a ribellarci se la macchina di cui siamo ingranaggi ci costringe a compiere ciò che non vorremmo. È questa la lezione che Peppino Impastato, figlio di mafiosi in un piccolo paese ad altissima concentrazione mafiosa, ci ha insegnato.

Marta Tonin

6/05/2010 Commenti 1 commento

Riunione IMPORTANTE di sabato 8 maggio 2010 + spriz IRRINUNCIABILE

dal blog dei Giovani Democratici della Valle dell'Agno
I Giovani Democratici della Valle dell'Agno si ritrovano

sabato 8 maggio in sede PD di Valdagno (in via Rio) alle ore 17:00.
Per chi non sapesse dove si trova la sede l'appuntamento è per le 16:45 circa al caffè Garibaldi, in Corso Italia n. 68.

ORDINE DEL GIORNO:

- discussione con Giacomo Possamai, segretario provinciale dei GD, che sarà presente per spiegarci il nostro ruolo politico e per la nomina del coordinatore del circolo della Valle dell'Agno;

- organizzazione della serata-evento con Giuseppe Civati, giovane consigliere regionale lombardo, e con altri ospiti di spicco per discutere di immigrazione-integrazione;

- idee per altre iniziative di valle per far sentire maggiormente la presenza dei GD sul nostro territorio;

- varie ed eventuali;

DOPO LA DISCUSSIONE CI SPOSTEREMO AL CAFFE' GARIBALDI PER UN SANO, GRADITISSIMO ED ALLIETANTE SPRITZ ;)

Come vedete all'ordine del giorno ci sono punti importanti, ed è per questo che Alberto Carpenedo & Alberto Trivelli vi invitano a partecipare numerosi a questo incontro.

3/05/2010 dai blog Lascia un commento

Le mafie esistono (anche al nord): il video della serata con Giovanni Impastato e don Luigi Merola


Si ringrazia Diego Retis, Puntualizziamo.it

2/05/2010 Iniziative Lascia un commento

Per un Primo Maggio rispettato

Un Primo Maggio in pericolo quello che festeggiamo quest’anno.
Molti negozi in tutta Italia saranno aperti e molti lavoratori del settore commerciale costretti al loro posto, senza alcun rispetto per il significato profondo di questa festa.
Beniamino Deidda, procuratore capo di Firenze, parla di “sordità culturale” pensando al silenzio che circonda i processi sulle morti bianche, la stessa superficialità con cui spesso si legge questa festa tanto da ritenere superflua la chiusura degli esercizi commerciali, come si trattasse di un normale sabato di spese.
Ma il Primo maggio è ben altro, una data fondamentale da rispettare e salvaguardare perché ci parla di ciò che facciamo, del nostro agire quotidiano e delle mancate tutele che lo indeboliscono.
E’ di questi giorni l’emendamento Damiano che colpisce l’impianto del ddl sul lavoro, restituendo ai lavoratori la libertà di scegliere, caso per caso, se ricorrere alla giustizia ordinaria oppure all’arbitrato dopo che la controversia sia sorta e non all’inizio del rapporto di lavoro come voleva il governo.
Una vittoria importante che va nella direzione delle modifiche proposte dal Presidente della Repubblica al “collegato lavoro”, le quali hanno costretto la maggioranza a correggere alcuni punti in contrasto con principi e norme inderogabili, anche se purtroppo sono ancora molti gli aspetti di questo provvedimento che peseranno sulle lavoratrici e i lavoratori. Vengono, ad esempio, ridotte le sanzioni per il contrasto del lavoro sommerso; penalizzate le lavoratrici limitando il part – time nelle pubbliche amministrazioni e sostituendo i “Comitati per le pari opportunità” con organismi generici sul “benessere lavorativo”; ridotti i permessi per l’assistenza a persone non autosufficienti; abbassato vergognosamente l’obbligo di istruzione a 15 anni seguito da un apprendistato senza garanzie formative; cancellata la responsabilità penale verso i lavoratori esposti all’amianto negli aerei e navi dello Stato.
Una politica del lavoro distruttiva, portata avanti dal ministro Sacconi che ha anche ridotto le sanzioni previste dal Testo Unico sulla Sicurezza e vuole ora mettere la mani sullo Statuto dei Diritti dei Lavoratori, non certo per aumentarne garanzie e tutelare diritti, bensì al solo scopo di mettere al riparo i soliti furbi che non rispettano, mettono in pericolo, lucrano sulla pelle di chi lavora.
Noi, Partito Democratico, diciamo NO a questo continuo svilimento del lavoro, all’assoluto disinteresse per chi vive la cassintegrazione, la disoccupazione oppure è vittima della poca sicurezza nei cantieri e nelle aziende; i quattro incidenti sul lavoro al giorno, i 1600 all’anno non possono passare sotto silenzio o peggio ancora essere oggetto dell’indifferenza del Governo.
Il Primo Maggio deve essere una giornata rispettata e celebrata, occasione non perdibile per far luce sulla situazione drammatica di molti lavoratori.
Non dobbiamo stancarci di pretendere più sicurezza, maggiore equità, pene più severe per chi mette in pericolo la vita dei lavoratori e soprattutto più dignità alla base dell’occupazione, oltre la conservazione del presente, pensando alle nuove generazioni di lavoratori che devono poter crescere nel nostro Paese, senza essere costretti a cercare le opportunità che meritano altrove.

Buon Primo Maggio a tutte le lavoratrici e i lavoratori del nostro paese!

Chiara Luisetto

1/05/2010 Commenti Lascia un commento