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Chi è il Giovane Democratico

Una carrellata di principi in cui i Giovani Democratici si riconoscono potrà sicuramente contribuire a far più chiarezza sul perché del nostro movimento giovanile, sui cardini del nostro agire politico e civile, su quelle che si possono definire la nostra natura e identità.

GD è chi crede che nonostante tutto la politica sia ancora l’unico modo per cambiare concretamente le cose.

GD è chi ha a cuore la “cosa pubblica” ed è convinto che non occuparsi di politica sia, più che un vanto, un gesto di menefreghismo verso la comunità in cui viviamo.

GD è chi è stufo di sentirsi dire “ma tu di che partito eri?” e crede che si debba puntare alla costruzione del partito che ADESSO siamo.

GD è chi pensa che l’esperienza di chi fa politica da anni sia indispensabile ma non sufficiente per interpretare i problemi dei giovani e della società che ci circonda.

GD è chi crede nei diritti inviolabili della persona.

GD è chi considera i sindacati un elemento di emancipazione dei diritti dei lavoratori e non un nemico della produttività.

GD è chi è convinto che la politica possa essere fatta da tutti, dall’operaio al dirigente, dallo studente al professore universitario.

GD è chi crede che il riformismo consista prima di tutto nel fare leggi a vantaggio e a tutela di chi tutelato non è.

GD è chi crede nell’Italia e si impegna quotidianamente affinché in futuro possa essere proprio l’Italia il Paese rinomato in Europa per l’investimento sui giovani, sulla ricerca e sull’innovazione.

GD è chi pensa che il figlio dell’operaio debba avere le stesse possibilità del figlio dell’avvocato.

GD è chi si sente indignato verso un governo che si fa beffe del principio costituzionale per cui “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto” (art. 4 Cosituzione).

GD è chi è fiero di essere progressista, sociale, laico e prima di tutto democratico.

GD è chi è pienamente convinto che la scuola sia il principale mezzo su cui investire perchè la formazione non è mai fine a se stessa ma è lo strumento che permette di gettare le basi per lo sviluppo della società del domani.

GD è chi pensa che la violenza sia sbagliata e non porti da nessuna parte.

GD è chi ha abbastanza spirito critico per credere che non possiamo pretendere che le cose migliorino se non ci spendiamo mai in prima persona, anche con piccoli contributi, affinché questo possa avvenire.

GD è chi non ha pregiudizi verso le differenze etniche, sessuali, religiose.

GD è chi non è soltanto contro qualcosa e scontento di qualcosa, ma chi parte da questi disagi per proporre un’alternativa realizzabile.

GD è chi è stanco di sentirsi dire che l’alternativa non c’è

Alberto Carpenedo

12/17/10 Senza categoria No Comments

La fabbrica degli sprechi

Lei è M.Cristina Tomaselli.  Laurea in psicologia. Giovane 30enne precaria. Fidanzata da qualche anno, con l’idea di metter su famiglia. E’ il 2004 e le si presenta sotto mano l’opportunità giusta per dare una svolta alla propria vita, iniziando a progettare un futuro, a pensare ad una casa, a dei figli… tutto ruota attorno a quella possibilità.

Lei è una delle tante che una mattina si presenta ad un concorso pubblico, bandito dal Ministero di Grazia per 39 posti come psicologo interno da assegnare agli istituti penitenziari, visto il crescente tasso di suicidi che già dal 2001 è in crescita esponenziale. Lei è un’esempio di persona che studia giorno e notte per guadagnarsi a suon di merito l’occasione. E ce la fa, scoprendolo solo nel 2006. Sbaraglia 3000 concorrenti e si classifica prima in quel concorso. L’opportunità per M.Cristina sembra essere arrivata. Sembra sul piano teorico, ma M.Cristina è ancora lì, ad aspettare il suo posto. Un posto guadagnato passando ore ed ore sui libri, un posto che di fatto altro non è se non una falsa ed illusiva speranza… irrisolvibile anche tramite ricorsi al tar e sentenze di questo o dell’altro giudice del lavoro. M.Cristina è una come noi, come tanti. Anche se non la conosciamo direttamente, anche se non l’abbiamo mai vista in tv, rappresenta una delle tante facce ignote di quella che è la nostra fabbrica di sprechi.

Ogni anno si ripete sempre la stessa storia. Precari nel limbo che festeggiano un’assunzione mai arrivata, nonostante siano vincitori di un concorso. Sono in 100mila loro: i bluffati da un’attesa infinita. Talvolta accade che l’ente locale si rivolga ai precari per chiamata diretta, talvolta si preferiscono le consulenze esterne o c’è di mezzo l’ennesima finanziaria con la quale si blocca il turnover dell’organico. Ora siamo bloccati fino al 2013, governo permettendo. Eppure la macchina dei concorsi va avanti imperterrita. Perchè? Per produrre cosa, fabbriche di sogni? E quanto costa alla collettività, che diciamo proprio bene in questo periodo non se la passa, il promuovere ed eseguire concorsi che non creano occupazione? Perchè succede solo in Italia una riduzione dell’organico da una parte e un’approvazione dall’altra di nuovi concorsi? Chi ci guadagna? Chi mette in tasca l’enorme flusso di denaro pubblico che viene speso inutilmente quando di sprechi ne abbiamo le tasche piene?

Brunetta dice che il pubblico ha 300mila esuberi, ma 7mila sono i nuovi bandi per concorso pubblico 2010. 3 mld l’anno spesi dallo Stato per pagare le commissioni con compensi di esaminatori che possono arrivare a sfiorare i 7500 euro. 100mila dal 2000, i falsi illusi vincitori senza posto. E così si arriva a capire paradossi come quello di una Regione Sicilia con 4 volte il numero di funzionari di una Lombardia. Poi magari leggi anche sul giornale che in quel di Brescia, per un concorso per selezionare 8 impiegati provinciali, ben 5 sono le prescelte e fatalità sono tutte figure molto vicine al Carroccio, una figlia di un assessore comunale, l’altra nipote di un assessore provinciale e la figlia del vicesindaco di Brescia.

E allora, parafrasando Gaber, visto che perfortuna o purtroppo italiani lo siamo, abbiamo un bel paese poco saggio e dalle idee confuse. Rimbocchiamoci le maniche visto che il mondo proprio un teatrino non è.

Barbara Michelin

11/20/10 Senza categoria No Comments

A Milano le primarie premiano Pisapia

Il vendoliano Giuliano Pisapia (in foto, primo da destra) vince le primarie per la scelta del candidato sindaco di Milano del centrosinistra. Ha avuto la meglio sul candidato appoggiato direttamente dal Partito Democratico, l’architetto Stefano Boeri (in foto, secondo da destra), fratello dell’economista Tito. Le percentuali ci mostrano come la differenza di voti tra i due sia stata decisiva ma non abissale: a Pisapia, ex deputato eletto nelle liste di Rifondazione per la XIII e XIV legislatura, il 45,36% delle preferenze, a Boeri il 40,16%. Valerio Onida e Michele Sacerdoti, gli altri sfidanti in lizza, si fermano rispettivamente a quota 13,41% e 1,07%. Venendo all’affluenza ricordiamo che alle Primarie comunali del 2006 avevano votato 82mila persone, mentre ieri non è stata superata la soglia dei 68mila.

A questo punto le domande sorgono spontanee. E’ una sconfitta per il PD? La vittoria di Pisapia è positiva per il centrosinistra? Rappresenta un fattore che potrà dare un maggior contributo nel confronto elettorale con Letizia Moratti, ricandidata a sindaco di Milano proprio ieri nelle liste del PDL? Le interpretazioni sono molteplici, si va da chi sostiene che la vittoria dell’ex deputato di Rifondazione creerà un terremoto nel PD a chi vede in questo successo una candidatura che darà del filo da torcere alla Moratti. Ma questo è il classico momento in cui le divisioni e le lacerazioni non dovrebbero esserci. Pisapia è il candidato che gli elettori delle Primarie hanno democraticamente scelto secondo un procedimento deciso dall’intero centrosinistra e che ha visto la partecipazione di quattro pretendenti, tutti di indiscutibile profilo professionale e morale. Se la base ha scelto Pisapia il motivo è molto semplice: i cittadini milanesi di centrosinistra hanno individuato nell’avvocato cassazionista la persona che ritengono ideale per la guida della città. Ricordiamo velocemente una vicenda analoga, quella delle elezioni regionali in Puglia: Vendola si era imposto alle primarie, le perplessità di più di un dirigente del PD erano alle stelle, ma quando si è arrivati al voto decisivo il candidato di SeL è riuscito a vincere per la seconda volta consecutiva le elezioni venendo riconfermato Presidente della Regione. A Milano le cose non sono poi così diverse: un candidato di Sinistra Ecologia e Libertà si impone su quello del Partito Democratico e si candida per tutto il centrosinistra. Manca la seconda parte della storia. Ed è per questo che le tantissime preferenze andate a Boeri non dovranno dividere le opinioni su quello che di fatto è il candidato che gli elettori del centrosinistra sono chiamati a votare alle amministrative del 2011. D’altronde lo stesso Boeri, persona dotata di buon senso, si è complimentato col vincitore Pisapia, ha auspicato la massima unità e ha sostenuto che questa è stata una “esperienza nuova, intensa e fantastica” e che “questo per me è il risultato più bello insieme ai tanti giovani che con la mia candidatura hanno riacquistato il gusto per la buona politica”. Dopo un ringraziamento al PD per l’appoggio, l’architetto afferma anche che “questa esperienza non si chiuderà qui”. Molto positive anche le dichiarazioni di Maurizio Martina, segretario del Partito Democratico della Regione Lombardia, che smentisce ogni ipotesi di appoggio di una parte del partito ad una possibile candidatura centrista di uno rispolverato Gabriele Albertini. Qualche giorno fa Martina aveva definito “assurde” queste voci, ribadendo che “se vince Pisapia, è chiaro che il partito lo sosterrà fino in fondo”. Auspica una sana unità anche il capogruppo del PD del consiglio comunale di Milano, Pierfrancesco Majorino, che fa ulteriore chiarezza affermando che verrà sostenuto il candidato vincente, arrivando poi a plaudire Boeri, che ha “portato un contributo straordinario di idee e passione”.

Un centrosinistra che vuol essere competitivo, credibile e riformatore deve saper ascoltare l’opinione dei suoi elettori, che sempre più spesso dovrebbero essere coinvolti in decisioni importanti come queste. Le primarie hanno garantito di gettare le fondamenta su cui, a partire da oggi, bisognerà costruire un progetto valido per il futuro di Milano, nella massima unità e coesione, senza rancori ed amarezze.

Alberto Carpenedo

11/15/10 Senza categoria No Comments

I Giovani Democratici incontrano Luigi Berlinguer

Venerdì 14 maggio 2010, alle ore 13.30 presso il Bar Agli Scrigni, in piazza Duomo a Vicenza (a fianco del Palazzo delle Opere Sociali dove abbiamo fatto l’evento antimafia), avremo la possibilità di incontrare e fare quattro chiacchiere con LUIGI BERLINGUER, docente universitario, ex ministro della Pubblica Istruzione (’96-00′) e cugino di Enrico Berlinguer. Dall’anno scorso è anche europarlamentare per la nostra circoscrizione elettorale.
Un appuntamento da non mancare.

5/13/10 Senza categoria No Comments

I Gd della provincia di Vicenza sostengono Mattia Gusella al Cnsu

Per deliberazione dell’Assemblea Provinciale, alle elezioni del Consiglio Nazionale degli Studenti dei prossimi 12 e 13 maggio i Giovani Democratici della Provincia di Vicenza sostengono la candidatura di MATTIA GUSELLA.

4/27/10 Senza categoria No Comments

il GDV per M’illumino di Meno

Oggi, in occasione della giornata internazionale del risparmio energetico, esce un numero speciale del nostro giornalino “il GDV” interamente dedicato all’ambiente. I Giovani Democratici di Vicenza hanno deciso di aderire in questo modo alla campagna di Caterpillar “M’illumino di meno”. Il giornalino, con una nuova veste grafica che permette di risparmiare oltre il 20% d’inchiostro, sarà distribuito oggi in molte scuole della città.

Ecco gli articoli:

  • Tanti auguri, Kyoto! di Giovanni Selmo
  • Il futuro viaggia su rotaia di Enrico Peroni
  • Una città a misura di bici di Giulia Turra

il GDV speciale - 13 febbraio 2009 (PDF)

2/12/09 Senza categoria No Comments