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Martedì 1° febbraio consegneremo le spillette tricolori in Consiglio Provinciale
“Dopo la riuscita dell’iniziativa di mercoledì scorso fuori dal Consiglio Comunale di Vicenza, domani martedì 1 febbraio saremo nuovamente fuori da Palazzo Nievo per consegnare le spillette tricolore, stavolta ai consiglieri e agli assessori provinciali – annuncia Giacomo Possamai, Segretario provinciale dei Giovani Democratici. Ci ha molto amareggiato – continua Possamai - notare che i consiglieri Borò e Barbieri, unici esponenti della Lega Nord presenti all’ultimo consiglio comunale, abbiano deciso di non appuntarsi la coccarda tricolore con la motivazione che il tricolore e l’Unità di Italia non meritano di essere festeggiati. Noi vorremmo, invece, che almeno la bandiera e l’appartenenza al nostro Paese rimanessero un patrimonio condiviso da tutti, in particolare da chi riveste ruoli nelle istituzioni. Per questo motivo speriamo che, quando domani gli consegneremo la spilletta, il presidente Schneck se la appunti orgogliosamente al petto, sentendosi prima di tutto un uomo delle istituzioni e solo in seconda battuta un uomo di partito. Del resto anche il suo compagno di partito Flavio Tosi, sindaco di Verona, ha riconosciuto l’importanza dei festeggiamenti per i 150 anni dall’Unità, sottolineando che il sindaco deve essere il sindaco di tutti i cittadini. Ma riaffermare il valore dell’Italia unita non vuol dire negare la necessità di una riforma in senso federale dello Stato: siamo più che favorevoli ad un federalismo che spinga chi ci governa ad una maggior attenzione nell’uso delle risorse e che porti il livello di governo il più vicino possibile ai cittadini. Pensiamo anzi che il federalismo sia una grande occasione per unire il Paese e per uscire dalla terribile impasse politico-istituzionale che stiamo attraversando, spingendo la classe politica e gli amministratori locali ad assumersi direttamente le loro responsabilità di fronte ai cittadini. Una riforma così importante e strutturale deve però essere condivisa dalla gran parte dei cittadini: per questo noi crediamo che sia necessario partire da alcuni punti fermi, che devono essere patrimonio unanime. L’art. 5 della Costituzione recita “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali”: noi crediamo che sia proprio da qui che dobbiamo ripartire”.
Spillette tricolori a tutti i consiglieri
“Gli episodi di questi ultimi mesi, dalle intercettazioni del caso Ruby alla compravendita dei parlamentari, per arrivare negli ultimi giorni alle telefonate di insulti in diretta tv del nostro premier, evidenziano una necessità: ripartire dalle basi del vivere civile, riscoprire quali sono i valori che tengono assieme questo Paese – afferma Giacomo Possamai, segretario provinciale dei Giovani Democratici – . Quindici anni di berlusconismo e leghismo hanno stravolto la coscienza degli italiani: ciò che agli inizi del 1990 sarebbe stato considerato uno scandalo irreparabile, oggi è lecito e accettato. E’ subentrata una sorta di assuefazione all’orrore e alla vergogna che ci sta mettendo in ridicolo davanti al mondo intero, che non riesce a comprendere perché l’Italia non reagisca. Per questo, per iniziare a riaffermare alcuni di quei valori che un tempo erano di tutti e oggi forse non lo sono più, nelle prossime settimane i Giovani Democratici saranno davanti ai Consigli Comunali della nostra provincia e al Consiglio Provinciale per consegnare a tutti gli amministratori vicentini una spilletta con il tricolore, da indossare nelle riunioni consiliari del 2011 – prosegue Possamai – . Per ricordare a tutti che il federalismo è una grande occasione di modernizzazione per il nostro Paese che abbiamo il dovere di cogliere, ma che l’unità d’Italia è per tutti noi, a differenza di altri, un valore non discutibile e non negoziabile.
Il primo appuntamento è domani, mercoledì 26 gennaio, alle ore 16.30 a Vicenza, fuori da Palazzo Nievo, in occasione del Consiglio Comunale. Attenderemo il sindaco Variati, gli assessori della sua giunta e tutti i consiglieri comunali (anche quelli della Lega): a ciascuno consegneremo una spilletta. Siamo certi che in Francia, in Germania, in Inghilterra, così come in tutti gli stati civili e democratici, gli uomini delle istituzioni sarebbero orgogliosi di portare una spilla con la bandiera del loro Paese. Ci auguriamo davvero che domani nessuno si vergogni di indossare una spilla tricolore.”
«Nelle scuole si parli del ddl Gelmini: facciamo discutere i ragazzi del loro futuro»
È giusto, come ha fatto il GDV intervistando gli universitari vicentini, sottolineare il rischio che la grande protesta studentesca di questi giorni non poggi su una solida conoscenza del contenuto del ddl Gelmini. Voglio quindi fare una proposta e un invito a tutti i presidi delle scuole medie superiori: la prossima settimana concedano due ore di assemblea ad ogni classe del loro istituto. All’interno di ciascuna classe si leggano e si discutano i punti salienti della riforma. Spesso ci lamentiamo del mancato collegamento tra istruzione superiore e insegnamento universitario nel nostro Paese. Si inizi da qui. Facciamo discutere i ragazzi del loro futuro, perché chi frequenta oggi una scuola superiore nel giro di pochissimi anni gli effetti di questa riforma li subirà in prima persona. C’è una generazione, la nostra, che è stufa di essere esclusa da ogni processo decisionale. Una generazione di ragazzi laureati che pur di lavorare passa da un impiego precario all’altro o accetta un posto da barista o da commesso. Una generazione per la quale l’INPS non è in grado di calcolare il giorno della pensione. Forse anche da questa rabbia e da questa preoccupazione è nata la protesta di questi giorni. È la voglia di riprendersi il futuro.
Giacomo Possamai
direzione nazionale Giovani Democratici e segretario provinciale GD Vicenza
L’8 ottobre saremo in piazza per manifestare contro la riforma Gelmini
I Giovani Democratici aderiscono alla manifestazione nazionale indetta per l’8 ottobre dalla Rete degli Studenti per protestare contro la riforma Gelmini. Ci saremo non solo per dire no ad una riforma che si fatica a definire tale, visto che si tratta in realtà di un insieme di tagli lineari scriteriati, ma anche per presentare le nostre proposte per una scuola diversa.
Distribuiremo agli studenti, fuori dalla scuole e nel giorno della manifestazione, volantini con le nostre proposte per una possibile controriforma della scuola, per dimostrare che non è vero che non si poteva fare di meglio in tempo di crisi. Ma soprattutto per affermare un concetto: basta con la visione della scuola come una vacca da mungere quando mancano i soldi per chiudere la Finanziaria. Ogni anno si ripete la stessa storia: Tremonti non trovando i soldi da destinare ad opere indispensabili come il Ponte di Messina (8 miliardi di euro) o i 131 cacciabombardieri (46 miliardi) comprati dall’esercito nell’anno in corso, chiama la Gelmini e le spiega che è assolutamente necessario tagliare sull’istruzione. La ragazza, solerte come non mai, in soli due anni e mezzo è riuscita a portare all’amico Giulio 20 miliardi: tutto questo in un Paese che figura già al penultimo posto nella classifica dell’Ocse per gli investimenti per l’istruzione. C’è però una consolazione: nonostante la sua infinita fantasia crediamo che nemmeno la signora Gelmini saprebbe più cosa tagliare l’anno prossimo, a meno che non pensi di vendere i banchi. Speriamo di non averle dato un’idea.
Giacomo Possamai
Dal Molin, una vittoria di Variati e di chi ha lottato per la difesa del nostro territorio
Quella di oggi è una vittoria di Variati, della sua amministrazione e di tutti quegli uomini e quelle donne che negli ultimi anni hanno svegliato questa città dal torpore in cui era avvolta, manifestando e lottando per i valori della pace e della difesa del nostro territorio. Il futuro Parco della Pace e la progettazione della tangenziale Nord saranno due pietre miliari nella Vicenza di domani: da un lato un parco dal valore sia simbolico, dal momento che sarà vicino alla base americana, sia sociale, in una città che sconta la mancanza di spazi verdi e di aggregazione; dall’altro un’arteria fondamentale che concluderà finalmente l’anello delle tangenziali attorno alla città e che consentirà di diminuire la piaga del traffico di attraversamento in città.
Parco della Pace e tangenziale Nord sono i due primi ma importanti passi per iniziare il risanamento della ferita inferta alla città dall’amministrazione Hüllweck, che per anni nascose ai vicentini la possibilità della costruzione di una nuova base in città negando loro il diritto di essere informati, che è alla base di ogni moderna democrazia.
Giacomo Possamai
Federico Ginato riconfermato segretario provinciale del Partito Democratico
Si sono chiusi in questi giorni i quasi 80 Congressi di Circolo del Partito Democratico vicentino che hanno rinnovato la dirigenza locale con l’elezione dei nuovi Segretari di Circolo e del Segretario provinciale. Gli iscritti, in un congresso che ha visto una buona affluenza alle urne (quasi il 60% degli aventi diritto), hanno scelto di rinnovare la fiducia a Federico Ginato che aveva sostituito, in qualità di segretario pro tempore, Rosanna Filippin dopo la sua elezione a Segretario regionale. Ottimo il risultato personale di Ginato che ha ottenuto il 76% dei consensi contro il 24% ottenuto dall’altro candidato Luigi Creazzo. “E’ un risultato che mi consente di guidare il partito con una forte legittimazione della base e con una maggioranza solida” – commenta il neosegretario – “Nel mio programma ho parlato di questioni concrete e credo che questo sia stato apprezzato. Mi aspetta un mandato di 4 anni e ritengo sia un arco di tempo sufficiente per lavorare con tranquillità e misurarsi sui risultati. Nei prossimi mesi intendo rafforzare e rilanciare l’azione del PD su temi centrali per la nostra provincia come il lavoro, l’ambiente e la viabilità. Attorno a questi questioni chiavi costruiremo percorsi di partecipazione che coinvolgeranno la società vicentina per arrivare a proposte in grado di delineare un futuro per il nostro territorio che ci appaia finalmente un po’ meno grigio. Sono convinto che il PD si radicherà sempre più nella società nella misura in cui sarà in grado di dare risposte ai problemi dei cittadini, questa è la sfida che siamo chiamati a vincere.”





