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Solidarietà ai lavori della MML di Agugliaro

Noi Giovani Democratici della provincia di Vicenza guardiamo con particolare attenzione alla vicenda MML di Agugliaro. In particolare, esprimiamo la nostra più forte solidarietà agli uomini e alle donne che in queste ore stanno occupando lo stabilimento per difendere il futuro proprio e delle proprie famiglie.

Il dramma della delocalizzazione distruttrice, quella delocalizzazione che lascia i lavoratori senza occupazione e con scarsa possibilità di ricollocazione, affligge da anni il vicentino, e da anni trova la politica impreparata e senza risposte. Noi pensiamo che sia compito delle istituzioni impegnarsi per saldare alla richiesta di produttività e di efficienza economica i sacrosanti diritti dei lavoratori, a partire dal fondamentale diritto al lavoro. Assistiamo quindi con sorpresa all’assoluto disinteresse dell’amministrazione di Agugliaro e della provincia di Vicenza di fronte a queste quaranta famiglie che rischiano di rimanere senza un’importante (se non essenziale) fonte di reddito. Riteniamo inoltre scorretto da parte della dirigenza Lamborghini/Volfkswagen l’aver cercato di spostare i macchinari dallo stabilimento senza nessun preavviso e in barba agli accordi intercorsi con le rappresentanze sindacali.

Per questa vicenda, come per altre analoghe, riteniamo che la via maestra sia la riconversione degli impianti in produzioni economicamente sostenibili mirata alla salvaguardia dei posti di lavoro, riconversione che lo Stato deve incentivare ed aiutare, non lasciando preclusa nessuna possibilità, a partire da quella della gestione cooperativa da parte dei lavoratori stessi.

 


8/18/11 comunicato stampa No Comments

1300 firme contro i tagli al trasporto pubblico locale

Più di 1300 firme in meno di due mesi, raccolte negli istituti superiori della provincia e nei gazebo davanti alle stazioni dei treni. È questo il risultato della raccolta firme, promossa dai Giovani Democratici, per chiedere alla Provincia di Vicenza e ad FTV di non far pagare agli studenti e alle famiglie i tagli inferti al trasporto pubblico nel bilancio regionale. La raccolta firme proseguirà fino al termine dell’anno scolastico, quando i fogli con le firme saranno ufficialmente consegnati al Presidente Schneck.
“E’ un grande risultato -commenta il segretario provinciale dei GD Giacomo Possamai – che denota quanto questo problema stia a cuore agli studenti. E questa volta non possono dire che non ci sono i soldi: per colmare il buco basterebbe far pagare l’abbonamento a fasce progressive di reddito come si fa con l’ISEE all’università, oppure reintrodurre l’addizionale IRPEF a livello regionale. Vogliamo lanciare un’altra proposta: si crei, anche nella nostra provincia, come in tutte le aree sviluppate, l’abbonamento unico bus più treno, che consenta agli studenti di viaggiare con un unico biglietto su tutti i mezzi pubblici. Sarebbe una prima vera rivoluzione”.
Molto duro sulla vicenda anche il consigliere provinciale PD Matteo Quero: “La Lega e la destra perseguono una politica iniqua dove a pagare sono sempre i più deboli. Le stesse agevolazioni (2 milioni di euro per il 2010) relative agli abbonamenti FTV che hanno portato all’abbattimento dei costi per gli studenti non portano ad una reale equità – prosegue il consigliere – in quanto danno la stessa cifra a tutti, indipendentemente dal reddito familiare. Alla luce di questo drastico taglio proporrò in Consiglio di procedere ad una rimodulazione delle agevolazioni in base al reddito”.

Non si rassegna ad un servizio pubblico a mezzo servizio nemmeno il consigliere regionale PD Stefano Fracasso: “Un Veneto in ritardo sul trasporto pubblico che parla ancora troppo di strade e troppo poco di metropolitana. Chiederemo in sede di assestamento che siano ripristinati i fondi per il trasporto pubblico: il rischio è di far pagare ai cittadini pendolari e all’ambiente le conseguenze di questi tagli. Le aziende vicentine di trasporto pubblico sono sane e devono essere messe nelle condizioni di migliorare i loro servizi”.

5/19/11 comunicato stampa No Comments

Le bandiere fasciste a Lusiana sono un insulto alla memoria del nostro Paese

“Quando si professano certi valori sarebbe bene non trincerarsi dietro scuse che non reggono, come fatto ieri dagli esponenti della giovanile del PDL. La scusa dell’atto goliardico in risposta alle dichiarazioni di Variati non regge per un semplice motivo: la foto è stata scattata nelle stesse ore in cui Variati condannava dal palco delle celebrazioni del 25 aprile la proposta di cambiare l’intitolazione al museo della Resistenza. Quindi i casi sono due: o il bosco di Lusiana, dove sono state fatte le foto, è pieno di bandiere fasciste abbandonate e i ragazzi della Giovane Italia ne hanno raccolta una per caso, oppure se la sono portata via dalla mattina, ben prima che il Sindaco Variati parlasse. Esprimiamo quindi la nostra più ferma condanna per un gesto che, già di per sè grave, risulta un insulto alla memoria del nostro Paese se effettuato nel giorno in cui tutti dovremmo festeggiare la Liberazione dal nazifascismo.”

4/28/11 comunicato stampa No Comments

Il nostro documento sulla scuola

“E’ tempo che la nostra generazione inizi a far sentire la sua voce: per troppo tempo abbiamo accettato che decisioni che ci riguardavano da vicino fossero prese senza tenere in considerazione la nostra voce e le nostre proposte – dichiarano Giacomo Possamai, segretario provinciale dei Giovani Democratici e Barbara Michelin, responsabile Scuola dei GD – Per questo abbiamo promosso questo documento chiedendo ai rappresentanti di promuovere nelle scuole assemblee d’istituto e di classe per discutere delle riforme della scuola e dell’università e, più in generale, delle condizioni in cui versa il nostro Paese. Perché solo con l’informazione e la discussione riusciremo a formare una generazione di studenti e di ragazzi consapevoli delle loro scelte”.

Leggi il documento (PDF)

4/10/11 comunicato stampa No Comments

Ancora tagli alla cultura

“Oltre al danno, la beffa. Il governo, dopo aver diminuito di 280 milioni (pari all’80% del totale) i fondi previsti per la cultura in Finanziaria, ha inserito nel decreto Milleproroghe una tassa di un euro su tutti i biglietti del cinema a partire dal 1 luglio 2011. Andare al cinema costerà quindi di più, perché la tassa sarà scaricata direttamente sul biglietto. Siamo di fronte all’enesima presa in giro – dichiara Giacomo Possamai, segretario provinciale dei Giovani Democratici – Non solo si mette in ginocchio l’intero settore con tagli che, di fatto, imporranno la chiusura di molti teatri, enti lirici e cinema ma si decide di far cassa imponendo a tutti i frequentatori dei cinema una tassa su ciascun biglietto. Abbiamo quindi deciso di promuovere una petizione online che è stata già lanciata su Facebook e in poche ore ha avuto decine di adesioni. Le prossime due settimane ci vedranno impegnati con i nostri banchetti e i nostri volantini fuori da tutti i cinema della provincia per informare la cittadinanza e promuovere la nostra petizione.”
“Questo combinato di interventi legislativi renderà praticamente impossibile per amministrazioni pubbliche, aziende e fondazioni che gestiscono i servizi e le attività culturali e di spettacolo, continuare a proporre e far crescere i propri progetti, andando nella direzione opposta invocata da chi, in Italia e in Europa, vorrebbe che si scommettesse sulla cultura come motore di sviluppo – sostiene Francesca Lazzari, assessore alla Cultura del Comune di Vicenza - Con quali prospettive allora può un paese immaginare il proprio futuro se si rinuncia già in partenza a puntare su un comparto dalle enormi potenzialità, sul quale scommettere per uscire dalla crisi e dare competitività all’economia? Chi ha scritto queste leggi, chi le ha promosse, chi le ha votate lo sa che in Italia ci sono oltre 900 mila imprese operanti in attività legate al settore culturale e creativo e che, ancora nel 2009 in piena crisi, la spesa delle famiglie italiane per la cultura ha rappresentato il 7% della loro spesa complessiva?  Cultura a rischio paralisi e l’Italia è cultura – prosegue la Lazzari – che questo ambito venga  colpito da tagli indiscriminati e non venga mai  posto al centro di un’azione per lo sviluppo del paese è  miope e incoerente e dimostra assenza di visione e  di responsabilità per il futuro delle giovani generazioni. Siamo nella società della conoscenza e si pratica la politica dell’ignoranza.”

3/21/11 comunicato stampa No Comments

La crisi non la possono pagare i ragazzi

Tra i 30 e i 60 dipendenti lasciati a casa e più di 3000 studenti ai quali dall’anno prossimo non sarà più possibile garantire il servizio di trasporto pubblico. Sono numeri frutto dei pesanti tagli inferti al settori trasporti nel bilancio regionale in corso d’approvazione in questi giorni. Come sempre, PDL e Lega scelgono di far pagare la crisi a chi non è in grado di difendersi: gli studenti e le famiglie. Ad usare i mezzi pubblici sono tendenzialmente le persone che per ragioni d’età, economiche o di salute non possono muoversi autonomamente. Per questo motivo ad utilizzare il servizio di FTV sono le fasce più deboli della società: studenti, anziani, handicappati. Non è una novità, certo. Dal governo nazionale a quello regionale, la politica del centrodestra è sempre la stessa: la crisi la paghino i più deboli, quelli che non hanno i mezzi per protestare, quelli che non possono far sentire le loro ragioni. Questi tagli porteranno a due conseguenze: una più immediata, l’altra meno evidente. La prima è che, come ha già detto l’amministratore unico di FTV Valter Barruchello, sarà inevitabile innalzare i prezzi degli abbonamenti e dei biglietti. Una questione prettamente economica, quindi. Ma è la seconda, quella meno evidente, a preoccuparci di più. Ed è il fatto che 3000 studenti l’anno prossimo non avranno più la possibilità di utilizzare le corriere di FTV per recarsi a scuola. Come andranno a scuola questi studenti? Non tutti i genitori hanno la possibilità di accompagnare i propri figli a scuola magari perché, banalmente, a quell’ora devono andare a lavorare. Come pensiamo di garantire a questi ragazzi il diritto allo studio, uno dei diritti fondamentali garantiti dalla nostra Costituzione? Per questo noi chiediamo alla Regione un ripensamento su questi tagli indiscriminati. Lo faremo tramite una raccolta firme in tutti gli istituti scolastici della provincia, chiedendo che non siano gli studenti e le famiglie a pagare le scelte sbagliate fatte in passato. Sarebbe sufficiente una scelta di buon senso: reintrodurre l’addizionale IRPEF sui redditi più alti, tolta già dalla giunta Galan, per colmare ampiamente il buco nel settore trasporti del bilancio regionale. Ma, come sempre, il buon senso è merce rara.

2/24/11 comunicato stampa No Comments