I GD in piazza per l’ambiente ed il risparmio energetico
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Ha avuto successo l’iniziativa dei Giovani Democratici della provincia di Vicenza per M’illumino di meno, la giornata del risparmio energetico.
Nei banchetti organizzati a Vicenza, Schio, Arzignano, Nove e Recoaro è stato distribuito un numero speciale de “il GDV” interamente dedicato all’ambiente, realizzato con una grafica speciale “salva-inchiostro”. Quest’anno i GD si sono impegnati anche a diffondere attivamente la cultura del risparmio energetico distribuendo riduttori di flusso per i rubinetti di casa, che permettono un risparmio d’acqua fino al 50%, e chiavi anticalcare per mantenerli sempre efficienti. In totale, sono state distribuite quasi tremila copie del giornalino e più di 100 riduttori con chiavi anticalcare.
«In tre ore di gazebo – racconta Alberto Carpenedo, coordinatore dei GD della Valle dell’Agno – siamo riusciti non solo a vendere tutti i riduttori e le chiavi anticalcare, ma anche a volantinare con buonissimo esito e a suscitare l’interesse di molti passanti, valdagnesi e non. Più di una persona ci ha stimolato a far sì che iniziative del genere si possano ripetere, e questo è un segnale chiaro volto a mostrarci come la gente sia ben più sensibile di quanto pensiamo anche su temi come questo. Il risparmio energetico non ha colore politico, cosa da non trascurare e da tener conto: tale fatto ha sicuramente contribuito alla buona riuscita della nostra giornata di sensibilizzazione. La politica dovrebbe partire da cose del genere, che coinvolgono ogni cittadino a prescindere da ideologie e appartenenze culturali o politiche, per riacquistare la credibilità tanto discussa in periodi difficili come quello che stiamo vivendo in questi giorni».
I Giovani Democratici per “M’illumino di meno”
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Nei giorni di venerdì 12 e sabato 13 febbraio i Giovani Democratici della provincia di Vicenza aderiscono alla sesta edizione di M’illumino di meno, la Giornata del Risparmio Energetico promossa dalla popolare trasmissione radiofonica Caterpillar in onda su Radio 2.
Agli inizi di Gennaio Vicenza ha avuto anche l’onore di ospitare il passaggio della torcia a energia pulita di M’Illumino di Meno, che sta compiendo il suo giro per l’Italia per attirare l’attenzione sulle tematiche risparmio energetico. Ad accoglierla ha trovato il Sindaco di Vicenza Achille Variati che ha illustrato le tante iniziative intraprese dall’amministrazione cittadina sulla via del risparmio energetico. Anche noi GD nel nostro piccolo vogliamo dare un segnale: l’anno scorso avevamo partecipato distribuendo nelle scuole un numero speciale del nostro giornalino, tutto sui temi ambientali, con una nuova veste grafica che permette di risparmiare oltre il 20% d’inchiostro. Quest’anno, oltre a replicare l’iniziativa dello scorso anno, organizzeremo nelle giornate del 12 e 13 febbraio dei gazebo nei dieci comuni più importanti della provincia distribuendo riduttori di flusso per i rubinetti che consentono un notevole risparmio d’acqua (quindi con un consistente vantaggio in bolletta), valvole anticalcare che depurano l’acqua, lampadine led e a basso consumo.
Per non dimenticare.
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Il 27 Gennaio si celebra Il Giorno della Memoria, istituito nel 2000 con l. n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano.
Si ricorda la Shoah, lo sterminio pianificato del popolo ebraico. Non si possono dimenticare i motivi di questa tragedia mondiale. L’attenzione sulle cause e sulle implicazioni socio-culturali di quella tragedia è la vera questione che divide un’attenta analisi storiografica compiuta con una ricerca intellettualmente onesta da una lettura parziale, o peggio propagandistico-politica, degli avvenimenti storici.
Un articolo dell’Espresso di questa settimana ci racconta come le grandi responsabilità del nostro paese nello sterminio siano state a lungo occultate e ancora oggi faticosamente ammesse perchè, si sostiene, l’Italia prima e la RSI poi, si limitarono a “consentire” la deportazione degli ebrei italiani nei campi di concentramento senza prendervi parte attivamente. Questo articolo, basato su fatti e documenti, ha riportato all’attenzione dell’ opinione pubblica le nostre pesanti colpe.
Il tempo non deve consentire di sconvolgere la lettura di personaggi e sistemi che si sono macchiati di crimini contro l’umanità, perché il Diritto delle persone e dei popoli nato dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale è fondativo della nostra Democrazia e la libertà individuale è colonna portante della nostra società.
La federazione dei giovani democratici della provincia di Vicenza esprime la propria adesione a questa ricorrenza, auspicando che il ricordo di tale tragedia accomuni ogni cittadino italiano ed europeo al di là di ogni distinzione di natura politica, culturale e sociale. Primo Levi si sentì “costretto a scrivere dall’esperienza del Lager”, noi dobbiamo sentirci “costretti a non dimenticare”.
I Giovani Democratici contro il ddl sul processo breve
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Sabato 5 dicembre i Giovani Democratici della provincia di Vicenza hanno promosso una giornata di mobilitazione contro il ddl sul processo breve. «La nostra campagna – spiega Giacomo Possamai, segretario provinciale dei Giovani Democratici – vuole mostrare che questa non è una delle tante leggi ad personam, cucite su misura per Berlusconi da sarti professionisti: è un ddl che per salvare Berlusconi sfascia il nostro sistema processuale mandando al macero processi per violenza sessuale, sfruttamento della prostituzione, maltrattamenti in famiglia, truffa, falso in bilancio e tanti altri reati ancora». «È una campagna che è stata ideata e promossa da noi giovani – sottolinea Giuseppe Peronato, responsabile comunicazione provinciale – e che sarà portata avanti da tutto il Partito l’11 e 12 dicembre con Mille Piazze».
Materiale informativo sulla proposta di legge ammazzaprocessi è stato distribuito nei banchetti allestiti nella giornata di sabato a Vicenza, Bassano, Valdagno, Schio e Camisano. A Schio, dalle dieci a mezzogiorno sono stati distribuiti più di 400 volantini a giovani e meno giovani che passeggiavano tra i banchetti del mercato settimanale. «In molti hanno apprezzato l’iniziativa e chiesto ulteriori informazioni – racconta Alessandro Zaffonato, coordinatore dei GD scledensi, – la nostra presenza ha permesso inoltre al Partito Democratico di essere visibile e di poter rispondere ai due banchetti organizzati da Lega Nord e PDL».
Anche a Valdagno l’iniziativa ha riscosso molto successo. Dalle 14.30 alle 18 circa sono stati distribuiti circa 700 volantini. «Eravamo in tre, e devo dire che siamo stati molto contenti del risultato – commenta Alberto Carpenedo, responsabile dell’iniziativa nella Valle dell’Agno – In una valle come la nostra coinvolgere così tante persone, o almeno suscitare anche il minimo interesse verso il tema processo breve, non è un dato poco significativo, considerando anche l’alta percentuale di elettori che il centrodestra può vantare nella nostra zona. Iniziative come queste sono sicuramente il modo giusto per far capire alla gente che noi GD ci siamo».
Nel centro storico di Vicenza tredici ragazzi della sezione “Antonio Giuriolo” hanno volantinato dalle 15 fino alle 18, quando sono stati esauriti gli oltre 800 volantini. «Molti cittadini hanno apprezzato la nostra iniziativa e ci hanno fatto i complimenti – racconta Stefano Poggi, segretario cittadino dei Giovani Democratici – nei prossimi giorni volantineremo anche nelle scuole e alla stazione ferroviaria».
Abolhassan Banisadr incontra i Giovani del PD
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PADOVA, 12 SETT. Abolhassan Banisadr, il primo presidente della Repubblica Islamica di Iran dopo la cacciata dello Scià, sarà a Padova, lunedì 14 settembre, per parlare di Iran libero ai Giovani Democratici del Veneto.
Levento si terrà alle ore 21 a Palazzo Moroni (sala Paladin). Parteciperanno anche il senatore Paolo Giaretta, il sindaco di Padova Flavio Zanonato, il rettore dell’Università di Padova Giuseppe Zaccaria, larchitetto iraniano Masud Esmaillou. Introdurrà l’incontro Filippo Silvestri, coordinatore regionale del GdV.
Abolhassan Banisadr partecipò attivamente alla rivoluzione che nel 1979 portò alla cacciata dello Scià. Nel febbraio del 1980 divenne Presidente della Repubblica Islamica, dopo aver ricoperto per un breve periodo lincarico di ministro degli esteri e poi del tesoro. La sua politica di apertura e il suo impegno democratico non piacevano però allayatollah Khomeini che il 21 giugno 1981 ordinò la sua destituzione, costringendolo allesilio in Francia, dove risiede tuttora.
Banisadr ha accettato l’incontro con i Giovani Democratici quando ha saputo della loro iniziativa di solidarietà verso gli studenti iraniani che, a giugno, scesero in piazza per contestare la vittoria dell’ultraconservatore Mahmud Ahmadinejad, frutto di probabili brogli. Le immagini della repressione dei giovani sostenitori di Hossein Moussavi e della democrazia fecero il giro del mondo. I Giovani Democratici prepararono in quell’occasione una mozione, che venne presentata in molti consigli comunali e provinciali del Veneto, per impegnare le assemblee elettive a chiedere al governo italiano di fare pressione a livello internazionale per fermare le violenze in Iran contro i dimostranti, per liberare gli arrestati e garantire la libertà di stampa.
L’incontro di lunedì sarà unoccasione per capire da una voce autorevole cosa sta succedendo in Iran e quali effettive prospettive di democrazia ci possono essere per un popolo represso da troppo tempo nella sua ansia di libertà.
Tutte le informazioni sull’evento sul sito dei Giovani Democratici del Veneto, nella pagina dedicata all’iniziativa.
Federalismi
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Nei giorni scorsi abbiamo assistito all’ultima proposta di modifica costituzionale della Lega Nord, ovvero quella di introdurre gli inni regionali e di affiancare al tricolore le bandiere regionali. Questa proposta segue quella sui dialetti da insegnare nelle scuole, dei professori del Sud che non possono insegnare ai ragazzi del Nord e un’altra lunga serie di idee, tutte proprie di un partito secessionista più che di un partito che esprime quattro ministri dell’attuale governo.
Ma forse c’è un perchè se la Lega, e Bossi in particolare, sono stati costretti ad alzare il tiro, a creare polveroni formulando proposte che una seria forza di governo non dovrebbe arrivare nemmeno ad ipotizzare. E il motivo è presto detto: mettendo da parte la teoria e guardando ai fatti questo è il governo meno federalista che questo paese ricordi. Il decantato federalismo fiscale è una scatola vuota che attende i decreti attuativi e che nessuno sa bene come mettere in pratica, la gestione della questione siciliana con i 4 mld elargiti a Lombardo ricordano tanto una gestione centralista della spesa pubblica da Prima Repubblica, i trasferimenti agli enti locali sono crollati mettendo in ginocchio i comuni, è stata abolita l’ICI (unica tassa veramente federale). Questa proposta permette di confrontare in maniera chiara le due idee di federalismo esistenti, quella propagandistica della Lega e quella concreta, sostenuta dal PD e da tanti amministratori locali di trattenere da subito il 20% dell’IRPEF nelle casse Comunali. Questo Governo, battezzato in campagna elettorale “Governo del Nord”, ha messo in ginocchio i comuni, ingabbiando quelli virtuosi (situati principalmente nel Nord Italia) con il Patto di Stabilità. Inoltre mentre la Lega non prova nessun imbarazzo a risanare i conti di Catania, Palermo, Roma o a destinare somme a sei zeri per la costruzione dell’inutile (allo Stato, ma utilissimo alla mafia) Ponte sullo Stretto, non trova i soldi per migliorare la disastrosa situazione delle infrastrutture venete (tangenziale Nord di Vicenza, terza corsia della A4 fino a Trieste, TAV nel Nordest).
Vogliamo esprimere solidarietà ai sindaci veneti che, nel pieno della crisi, si trovano, con le scarse risorse a loro disposizione, a sopperire al vuoto lasciato dal Governo e a dover aiutare le famiglie in difficoltà. Pensiamo che il momento di giocare a chi la spara più grossa sia passato, e che la Lega dovrebbe prendere atto che in questi mesi il federalismo è stato spesso citato e mai messo in pratica. Se gli amici con il fazzoletto verde sono in grado di dimostrare il contrario portino le cifre che illustrano l’aumento dei trasferimenti agli enti locali, altrimenti risparmino il fiato. Per questo chiediamo una volta tanto di usare il buon senso e che alla ripresa dei lavori parlamentari si decida, finalmente, di sostenere i sindaci approvando la proposta del 20% dell’IRPEF ai comuni che darebbe loro la possibilità di amministrare dignitosamente la propria città.
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