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	<title>Giovani Democratici della Provincia di Vicenza &#187; Commenti</title>
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		<title>Il cotechino della signora Monti</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 21:11:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Peronato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Calderoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2011 si era aperto con il Ruby-gate. Il 2012 con un presunto Cotechino-gate improvvidamente denunciato da un intenditore di maiali e porcate come il senatore Roberto Calderoli. Il primo scandalo ha portato il nostro Paese sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo con il primato di avere un premier rinviato a giudizio [...]


Vedi anche<ol><li><a href='http://www.gdvi.it/2009/05/25/conferenza-stampa/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Conferenza stampa'>Conferenza stampa</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2011/03/20/lettera-aperta-ad-andrea-causin/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Lettera aperta ad Andrea Causin'>Lettera aperta ad Andrea Causin</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2011/08/18/solidarieta-ai-lavori-della-mml-di-agugliaro/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Solidarietà ai lavori della MML di Agugliaro'>Solidarietà ai lavori della MML di Agugliaro</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gdvi.it/wp-content/uploads/2012/01/cotechino_450ingr.jpg" rel="lightbox[3367]"><img class="alignleft size-medium wp-image-3368" title="cotechino_450ingr" src="http://www.gdvi.it/wp-content/uploads/2012/01/cotechino_450ingr-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Il 2011 si era aperto con il Ruby-gate. Il 2012 con un presunto <a href="http://www.corriere.it/politica/12_gennaio_04/calderoli-party-privato-palazzo-chigi-dimissioni-monti_a910f594-36f2-11e1-9e16-04ae59d99677.shtml" target="_blank">Cotechino-gate</a> improvvidamente denunciato da un intenditore di <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/09_Settembre/13/calderoli_maiale_day.shtml" target="_blank">maiali</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Calderoli" target="_blank">porcate</a> come il senatore Roberto Calderoli. Il primo scandalo ha portato il nostro Paese <a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/02/16/news/rassegna_16_febbraio-12526046/" target="_blank">sulle prime pagine</a> dei giornali di tutto il mondo con il primato di avere un premier rinviato a giudizio per prostituzione minorile. Il secondo, che secondo la ricostruzione calderoliana si sarebbe perpetrato con una festa privata tenutasi il 31 dicembre a Palazzo Chigi, è stato invece prontamente smontato da un serissimo e al tempo stesso esilarante <a href="http://www.governo.it/Presidente/Comunicati/dettaglio.asp?d=66033" target="_blank">comunicato della Presidenza del Consiglio</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Anni e anni passati a discutere di come gestire politicamente Bossi e la Lega, arriva questo e ce lo spiega in trenta righe&#8221; scrive <a href="http://www.francescocosta.net" target="_blank">Francesco Costa</a> su Twitter.</p>
<p style="text-align: justify;">Il segno del cambiamento è anche nello stile. [G.Pe.]</p>
<p style="text-align: justify;">


<p>Vedi anche<ol><li><a href='http://www.gdvi.it/2009/05/25/conferenza-stampa/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Conferenza stampa'>Conferenza stampa</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2011/03/20/lettera-aperta-ad-andrea-causin/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Lettera aperta ad Andrea Causin'>Lettera aperta ad Andrea Causin</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2011/08/18/solidarieta-ai-lavori-della-mml-di-agugliaro/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Solidarietà ai lavori della MML di Agugliaro'>Solidarietà ai lavori della MML di Agugliaro</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Perché oggi sono andato a Roma. Le proposte del PD per un’Italia diversa</title>
		<link>http://www.gdvi.it/2011/11/06/roma-5-novembre-proposte-pd/</link>
		<comments>http://www.gdvi.it/2011/11/06/roma-5-novembre-proposte-pd/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 13:24:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi è il 5 Novembre 2011 e sono andato a Roma, alla Manifestazione nazionale del PD. Siamo probabilmente immersi nella recessione economica più grave dal dopoguerra, e ho detto tutto. Non so esprimere facilmente a parole i miei sentimenti, ma, come molti di volti, sento frustrazione, rabbia e senso d’impotenza. Alcuni dicono “sono tutti uguali”, [...]


Vedi anche<ol><li><a href='http://www.gdvi.it/2008/08/16/replica-dei-gd-alla-lettera-del-senfranco-pubblicata-sul-gdv-del-12082008/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Replica dei GD alla lettera del Sen.Franco pubblicata sul GdV del 12/08/2008'>Replica dei GD alla lettera del Sen.Franco pubblicata sul GdV del 12/08/2008</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2010/10/06/spazio-ai-giovani/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Spazio ai giovani'>Spazio ai giovani</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2010/11/22/ma-tu-sei-del-pd/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Ma tu sei del PD?'>Ma tu sei del PD?</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gdvi.it/wp-content/uploads/2011/11/310400_2378585536383_1002973457_2668357_1922997823_n.jpg" rel="lightbox[3268]"><img class="alignleft size-medium wp-image-3269" title="310400_2378585536383_1002973457_2668357_1922997823_n" src="http://www.gdvi.it/wp-content/uploads/2011/11/310400_2378585536383_1002973457_2668357_1922997823_n-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Oggi è il 5 Novembre 2011 e sono andato a Roma, alla Manifestazione nazionale del PD.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo probabilmente immersi nella recessione economica più grave dal dopoguerra, e ho detto tutto. Non so esprimere facilmente a parole i miei sentimenti, ma, come molti di volti, sento frustrazione, rabbia e senso d’impotenza. Alcuni dicono “sono tutti uguali”, altri che “cambiare è impossibile”, altri ancora, invece, <strong>ci credono</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualunque sia il partito che vi piace o non vi piace, dobbiamo credere <strong>che possiamo cambiare, altrimenti</strong> perché continuare a studiare qui? Perché lavorare in Italia? Perché far crescere i nostri figli in questo paese? GIà i nostri figli. Fra 20 anni gli racconteremo del 2011, e per chi avrà la fortuna d’esserci, di questa giornata.</p>
<p style="text-align: justify;">Parlo da studente, giovane ed iscritto ad un partito. Oggi credere alla politica è difficile, lo so. Io ho fatto, tempo fa, una scelta precisa, ma devo dirvi, dopo delusioni più o meno profonde, <strong>ne sono orgoglioso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Immagino che molti di voi guardino con diffidenza il nostro simbolo, il PD, e credetemi, vi capisco. Oggi però è una giornata particolare. Ora e mai più, il PD ha l’opportunità di dimostrare che <strong>è diverso</strong>, non migliore, perché questo lo giudicherete voi, ma con <strong>idee e proposte precise.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quest’ultime purtroppo non si conoscono, quindi per l’occasione, vi ho allegato tutte le principali proposte del PD. Dateci una letta a quelle che più vi interessano e poi, se vorrete, lasciate un commento! <a href="http://www.michelefaggion.it/?page_id=637  " target="_blank">Qui ho raccolto</a> tutte le proposte ed idee del PD.</p>
<p style="text-align: justify;">L’importante però è NON essere INDIFFERENTI, saper DISCUTERE e, alla fine, SCEGLIERE. Questa però, credo sia una regola di vita, che non vale solo nella politica!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Insomma, Cambiamo l’Italia! Solo noi possiamo farlo!</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Michele Faggion</strong></p>
<p style="text-align: left;"><a title="Ricostruzione. Roma, 5 novembre 2011" href="http://www.gdvi.it/2011/11/06/ricostruzione-roma-5-novembre-2011/">Guarda le foto della manifestazione</a></p>


<p>Vedi anche<ol><li><a href='http://www.gdvi.it/2008/08/16/replica-dei-gd-alla-lettera-del-senfranco-pubblicata-sul-gdv-del-12082008/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Replica dei GD alla lettera del Sen.Franco pubblicata sul GdV del 12/08/2008'>Replica dei GD alla lettera del Sen.Franco pubblicata sul GdV del 12/08/2008</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2010/10/06/spazio-ai-giovani/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Spazio ai giovani'>Spazio ai giovani</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2010/11/22/ma-tu-sei-del-pd/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Ma tu sei del PD?'>Ma tu sei del PD?</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Tanti auguri, Piddì!</title>
		<link>http://www.gdvi.it/2011/10/14/tanti-auguri-piddi/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 06:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Poggi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo non vuole essere un articolo agiografico. Questo vuole essere un articolo di celebrazione di una esperienza che inizia a essere rilevante nella storia politica del nostro paese e di cui, anche solo per rilevanza elettorale, tutti devono iniziare a tener conto. Quattro anni fa, dopo interminabili discussioni, combattuti congressi e qualche indecisione, nacque questo soggetto dall’identità [...]


Vedi anche<ol><li><a href='http://www.gdvi.it/2008/08/16/replica-dei-gd-alla-lettera-del-senfranco-pubblicata-sul-gdv-del-12082008/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Replica dei GD alla lettera del Sen.Franco pubblicata sul GdV del 12/08/2008'>Replica dei GD alla lettera del Sen.Franco pubblicata sul GdV del 12/08/2008</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2009/06/25/cacciari-scrive-berlinguer-lascia-il-posto-alla-puppato/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Cacciari scrive a Berlinguer: lascia il posto alla Puppato'>Cacciari scrive a Berlinguer: lascia il posto alla Puppato</a></li>
<li><a href='http://vicenza.gdvi.it/2009/11/14/lon-calearo-si-dimetta-da-parlamentare/' rel='bookmark' title='Permanent Link: L’on. Calearo si dimetta da parlamentare'>L’on. Calearo si dimetta da parlamentare</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gdvi.it/wp-content/uploads/2011/10/primarie-png.png" rel="lightbox[3259]"><img class="size-medium wp-image-3260 alignleft" title="Primarie 14 ottobre" src="http://www.gdvi.it/wp-content/uploads/2011/10/primarie-png-295x300.png" alt="" width="295" height="300" /></a>Questo non vuole essere un articolo agiografico. Questo vuole essere un articolo di celebrazione di una esperienza che inizia a essere rilevante nella storia politica del nostro paese e di cui, anche solo per rilevanza elettorale, tutti devono iniziare a tener conto.<br />
Quattro anni fa, dopo interminabili discussioni, combattuti congressi e qualche indecisione, nacque questo soggetto dall’identità politica talmente inedita da essere difficilmente percepita anche oggi. La sfida, attualissima, era quella di unificare in un unico partito quelle tendenze progressiste che nella storia d’Italia si erano molto spesso incrociate, ma mai legate, rimanendo minoritarie nelle varie organizzazioni a cui aderivano. Penso al cristianesimo sociale, al liberalsocialismo, al liberalismo sociale, alla socialdemocrazia. Tutte tendenze che mai riuscirono in Italia a rendersi tendenze “di massa”. Era tempo di sanare questa anomalia. Era tempo di creare qualcosa di nuovo. Nuovo e inedito dal punto di vista politico, certo, ma perfettamente in linea con la storia politica italiana degli ultimi vent’anni, in cui il progressismo era rimasto diviso in due aree, una post-comunista e una post-democristiana, egualmente “incomplete” dal punto di vista identitario e politico. E proprio da questa incompletezza, da questa mancanza, traevano un’irresistibile tendenza all’unificazione. L’abbiamo visto coi Progressisti nel ’94, coll’Ulivo nel ’98 e, infine, con la costituzione della lista unitaria “Uniti nell’Ulivo” nel 2004. Il Partito Democratico non è nato dal nulla. Il Partito Democratico è nato da un’esigenza politica e culturale, quella di creare quel partito progressista e riformista di popolo che all’Italia è sempre mancato.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3259"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Non voglio sostenere che in questi quattro anni sia andato sempre tutto bene. Molti errori e tendenze negative sono state ereditate dalle organizzazioni “fondatrici”, molti errori sono stati poi commessi a Partito nato. La dirigenza Veltroni, dopo un’iniziale euforia elettorale, si è spenta nell’incapacità del segretario di superare il complesso dello sconfitto, di sapersi rilanciare di fronte all’opinione pubblica e al partito stesso. Con l’inizio della dirigenza di transizione Franceschini, nel Partito, a tutti i livelli, si è ricominciato a parlare di radicamento e di nuove forme organizzative, archiviando di fatto il modello di partito liquido. Merito di Franceschini è di aver saputo traghettare il partito a congresso, riuscendo nel frattempo a sciogliere alcuni importanti nodi, quali la collocazione europea e il riadattamento dello Statuto.<br />
Il primo congresso (e le successive primarie) han poi dimostrato una sostanziale identità fra il voto dei militanti e il voto degli elettori. La dirigenza Bersani, infine, può essere vista come una lenta marcia di costruzione. Grazie ad un impegno collegiale (condiviso anche da gran parte degli “sconfitti” alle primarie), il Partito si è in qualche modo ri-formato, sul territorio e a livello centrale.<br />
C’è ancora molto da fare, però. È innegabile una nostra scarsa capacità comunicativa, giustificata &#8211; ma solo in parte &#8211; da una stampa (anche d’area) non sempre benevola nei nostri confronti. La nostra dirigenza ha la tendenza a mettere al primo posto il proprio ritorno d’immagine, senza considerare (o volutamente ignorando) il bene del partito. Troppe volte, poi, appariamo chiusi nei nostri recinti territoriali e elettorali storici, senza capacità di espansione. E infine, the last but not the least, rimane forte un problema di rinnovamento generazionale. Su questo, lasciatemi spendere due parole. Non si può ignorare che quelli che decidono realmente all’interno del Partito siano (quasi tutti) over 50, se non over 60. Non si può nemmeno ignorare che da parte loro ci sia generalmente una scarsa volontà a fare il famoso passo indietro, scarsa volontà che denota anche una concezione della politica ormai indigeribile. È anche vero che, se il limite dei tre mandati fosse stato rigidamente applicato all’attuale presidente della Repubblica, questi sarebbe dovuto uscire dal Parlamento nel 1968, quarant’anni prima della sua elezione al Quirinale. Ciononostante, io sono ottimista. Su tutto il territorio nazionale è sparsa una generazione di trenta-quarantenni impegnati nelle amministrazioni locali o nel partito pronta a prendere il testimone. E si è visto anche nell’attuale dibattito interno sulla lettera della Bce, in cui i protagonisti sono stati tutti “nuove leve”. Siamo giunti quindi ad un momento di passaggio. Finito Berlusconi (e tutti ci auguriamo che finisca presto), è inevitabile che la classe dirigente che lo ha combattuto dal ’94 in poi faccia un passo indietro netto, non ricandidandosi al Parlamento. Purtroppo, non mi pare che tutti siano troppo convinti, ed è proprio per questo che le nuove leve, che in questi giorni si riuniscono in tre incontri separati ma collegati (<em>incredibile dictu</em>) da un sottile filo verde, riescano, fin dalla prossima tornata elettorale e dal prossimo congresso nazionale, a prendere in mano il partito e i gruppi parlamentari. Non sarà una sfida facile per loro, ma sono fiducioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, un piccolo accenno (questo sì un po’ autoreferenziale) ai Giovani Democratici. In un periodo storico in cui la sfiducia verso la politica organizzata nel mondo giovanile è ai massimi storici, questa organizzazione nuova è riuscita a sfondare in aree del paese in cui da decenni non esisteva nessuna organizzazione giovanile di partito. Ormai, nella gran parte dei centri urbani medio-grandi italiani, è possibile trovare un gruppo valido e motivato di Giovani Democratici. Il tutto riuscendo a tenere con il Partito un rapporto sì di leale collaborazione, ma anche di pungolo e stimolo critico. E queste due cose, organizzazione forte e autonomia, era dalla Prima Repubblica che non si vedevano in una giovanile.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludendo: davanti a noi democratici si presentano sfide impegnative. La fine del berlusconismo, gli effetti della crisi economica, l’integrazione europea e il riassetto dello sviluppo economico in senso solidale e sostenibile saranno passaggi vitali e forse traumatici per la nostra organizzazione. Bordate verranno da fuori, bordate verranno da dentro. Ma noi, continueremo a lavorare a testa bassa. Perché sappiamo bene che il Partito Democratico è ciò di cui l’Italia ha disperato bisogno da vent’anni. Perché il Partito Democratico è il partito del secolo, il Partito Democratico è il partito che cambierà l’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Tanti auguri, Piddì.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Stefano Poggi</strong></p>


<p>Vedi anche<ol><li><a href='http://www.gdvi.it/2008/08/16/replica-dei-gd-alla-lettera-del-senfranco-pubblicata-sul-gdv-del-12082008/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Replica dei GD alla lettera del Sen.Franco pubblicata sul GdV del 12/08/2008'>Replica dei GD alla lettera del Sen.Franco pubblicata sul GdV del 12/08/2008</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2009/06/25/cacciari-scrive-berlinguer-lascia-il-posto-alla-puppato/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Cacciari scrive a Berlinguer: lascia il posto alla Puppato'>Cacciari scrive a Berlinguer: lascia il posto alla Puppato</a></li>
<li><a href='http://vicenza.gdvi.it/2009/11/14/lon-calearo-si-dimetta-da-parlamentare/' rel='bookmark' title='Permanent Link: L’on. Calearo si dimetta da parlamentare'>L’on. Calearo si dimetta da parlamentare</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Di cultura si mangia?</title>
		<link>http://www.gdvi.it/2011/09/24/di-cultura-si-mangia/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 21:53:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Trivelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo Giulio Tremonti la risposta è no. Di cultura non si mangia. La domanda, in realtà, è mal posta: di cultura non deve solo mangiare lo stomaco, ma si deve nutrire anche la mente del cittadino consapevole. Specialmente in Italia l’arte, la musica, la letteratura e le altre muse non devono solo essere conservate per [...]


Vedi anche<ol><li><a href='http://www.gdvi.it/2011/03/21/ancora-tagli-alla-cultura/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Ancora tagli alla cultura'>Ancora tagli alla cultura</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2011/05/14/come-si-impara-ad-insegnare/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Come si impara ad insegnare?'>Come si impara ad insegnare?</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdvi.it/wp-content/uploads/2011/09/ac9f4c78ec834a4666b9e1ce856d9b83.jpeg" rel="lightbox[3236]"><img class="alignleft size-medium wp-image-3237" title="Sordi Spaghetti" src="http://www.gdvi.it/wp-content/uploads/2011/09/ac9f4c78ec834a4666b9e1ce856d9b83-300x238.jpg" alt="" width="300" height="238" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Giulio Tremonti <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/86835/bondi-minaccia-dimissioni-tremonti/">la risposta è no</a>. Di cultura non si mangia.</p>
<p style="text-align: justify;">La domanda, in realtà, è mal posta: di cultura non deve solo <em>mangiare</em> lo stomaco, ma si deve nutrire anche la mente del cittadino consapevole. Specialmente in Italia l’arte, la musica, la letteratura e le altre muse non devono solo essere conservate per i posteri, ma devono essere anche luogo di aggregazione e di crescita della cittadinanza, oltre che riferimenti culturali imperituri.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma adesso vogliamo “stare al gioco” di Tremonti e ci chiediamo: di cultura, si mangia?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La formazione</strong>. Partiamo da una certezza: di formazione si mangia, eccome. Non è una novità che le imprese che più innovano ed investono in capitale umano (ad esempio in formazione professionale per i loro dipendenti) sono quelle che crescono di più ed in maniera più armonica. Ciò che invece di nuovo <a href="http://www.italianieuropei.it/it/italianieuropei-6-2011/item/2195-la-crisi-italiana-nel-mondo-globale-investire-sulle-persone-per-tornare-a-crescere.html">ci ha mostrato</a> la crisi economica è che, in una generale riorganizzazione dei cicli produttivi, le fasi delle lavorazioni a più alto valore aggiunto si sono collocate dove maggiori sono i legami tra imprese e mondo della formazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Tradotto</em>: un’impresa razionale dislocherà il proprio settore “ricerca e sviluppo” in uno Stato che investe nella formazione e nell’istruzione dei propri cittadini (garantendo dunque a questo stato un enorme potenziale di crescita), mentre dislocherà le fasi “a basso valore aggiunto” (come la catena di montaggio) in Stati che non fanno questi investimenti. Come dimostra la triste pratica delle delocalizzazioni, le fasi della lavorazione a basso valore aggiunto portano molta meno crescita, in tutti i sensi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La cultura</strong>. Ma anche di cultura “in senso stretto”, si mangia molto. Un’istituzione come l’Arena di Verona genera da sola un indotto indiretto di 400 milioni di Euro ogni estate, senza contare i posti di lavoro e il volume d’affari generati dalla cosiddetta <em>filiera della cultura</em> (nell’esempio dell’Arena, quella che va dai costumisti al regista, dai tecnici del suono agli attori). Ciò dimostra, al pari della recente <a href="http://www.linkiesta.it/saper-far-turismo-la-notte-della-taranta-costa-uno-e-rende-tre">Notte della Taranta 2011</a>, che fare cultura <em>conviene </em>a chi la sa far bene.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’esempio</strong>. Certo – ci si potrà dire – i casi in cui la cultura fa bene all’economia di un sistema sono isolati e sporadici: sono esperienze positive sulle quali, però, non si può imbastire una seria politica di sviluppo. Esiste però <a href="http://www.italianieuropei.it/it/ie-online/item/2268-la-politica-culturale-come-misura-anticrisi-la-scommessa-della-germania.html">l’esempio</a> di un Paese, quella stessa Germania il cui nome evoca l’immagine di “locomotiva d’Europa”, che dimostra che <strong>è vero il contrario</strong>. Anche nei periodi di maggiore instabilità economica, infatti, i Governi tedeschi hanno proseguito il programma di incremento dei finanziamenti pubblici alla ricerca e allo sviluppo dal 2,4% del PIL del 1999 al 2,78% nel 2009 (il nostro Paese, per non smentirsi, è al 1,28%). La bontà e la lungimiranza di questa scelta sono testimoniate, oltre che dal grado di specializzazione delle imprese tedesche che è sotto gli occhi di tutti, dall’aumento dei posti di lavoro nel settore che sono passati dai 470.729 del 2004 ai 529.226 del 2009 e dalla crescita del PIL tedesco anche in periodo di crisi, del 3,6% nel 2010.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La politica</strong>. Per mettere in atto politiche lungimiranti sono necessari, però, un Governo ed una classe dirigente che sappiano cogliere appieno le potenzialità del sistema-Italia, liberando tutte le risorse che in esso si celano, faticano e spesso scappano.</p>
<p style="text-align: justify;">Dire che “di cultura non si mangia” è sintomo di una concezione del Ministero dell’economia che è solo “far <a href="http://governo.it/GovernoInforma/Dossier/pareggio_bilancio/">quadrare i conti</a>”, senza vedere il proprio ruolo – il ruolo dello Stato – in un seria politica di sviluppo di questo Paese. E’ anche per questo che, ora più che mai, <strong>c’è bisogno di noi</strong>.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alberto Trivelli</strong></p>


<p>Vedi anche<ol><li><a href='http://www.gdvi.it/2011/03/21/ancora-tagli-alla-cultura/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Ancora tagli alla cultura'>Ancora tagli alla cultura</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2011/05/14/come-si-impara-ad-insegnare/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Come si impara ad insegnare?'>Come si impara ad insegnare?</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>La Padania non esiste</title>
		<link>http://www.gdvi.it/2011/09/11/la-padania-non-esiste/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Sep 2011 23:53:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Peronato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>

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		<description><![CDATA[La Padania non esiste. Non è un&#8217;entità territoriale, alla quale al massimo ci si può riferire parlando di “Pianura Padana”, ma è evidente che l&#8217;allusione cercata non è questa, dal momento che il Giro di Padania, partito da Paesana (Cn) e arrivato a Montecchio Maggiore, è passato per la Liguria e il Trentino, regioni non [...]


Vedi anche<ol><li><a href='http://www.gdvi.it/2009/10/02/sabato-manifestazione-per-la-liberta-di-stampa-a-vicenza/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Sabato manifestazione per la libertà di stampa a Vicenza'>Sabato manifestazione per la libertà di stampa a Vicenza</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2010/07/07/se-tutti-si-dicono-progressisti/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Se tutti si dicono progressisti'>Se tutti si dicono progressisti</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2011/05/14/come-si-impara-ad-insegnare/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Come si impara ad insegnare?'>Come si impara ad insegnare?</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gdvi.it/2011/09/11/di-padano-ce-solo-il-grana/"><img class="alignleft size-medium wp-image-3184" title="Guarda tutte le foto" src="http://www.gdvi.it/wp-content/uploads/2011/09/giropadania16-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>La Padania non esiste. Non è un&#8217;entità territoriale, alla quale al massimo ci si può riferire parlando di “Pianura Padana”, ma è evidente che l&#8217;allusione cercata non è questa, dal momento che il Giro di Padania, partito da Paesana (Cn) e arrivato a Montecchio Maggiore, è passato per la Liguria e il Trentino, regioni non appartenenti a tale area geografica. La partecipazione dei Giovani Democratici della Provincia di Vicenza è stata assolutamente pacifica (<a title="Di padano c’è solo il grana" href="http://www.gdvi.it/2011/09/11/di-padano-ce-solo-il-grana/">guarda le foto della manifestazione</a>). Lo striscione, che a caratteri verdi (in<em> pendant</em> con i colori della Lega!) recitava “di Padano esiste solo il grana”, è stato orgogliosamente disteso e accompagnato da decine di bandiere tricolori e inni italiani, intonati addirittura sulle note musicali di una tromba.</p>
<p style="text-align: justify;">Alle premiazioni, dopo aver assistito all&#8217;arrivo dei ciclisti, hanno partecipato, tra gli altri, Renzo Bossi e il governatore della regione Veneto, Luca Zaia, entrambi a lungo contestati. Non sono mancati <a title="Gestacci padani contro l’Inno d’Italia" href="http://www.gdvi.it/2011/09/10/gestacci-padani-contro-inno-italia/">i gesti irrispettosi dei leghisti</a> e di coloro che, infastiditi da questo melodioso sventolamento di bandiere troppo poco verdi, insultavano in modo scontato e poco cortese i manifestanti, talora anche accampando banali scuse per iniziare a discutere animatamente, con poca civiltà.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma lo spirito democratico e pacifico di noi GD si è mostrato pronto a non rispondere con la stessa ipocrita arma. Meglio bandiere italiane che puntine da disegno e letame. Meglio cori pacifici che insulti. Meglio fischi che silenzi. Anche per tale motivo non è stata esposta alcuna bandiera arancione col nostro simbolo: lo sport non deve essere strumentalizzato politicamente, ma momento di unione e condivisione. Lo sport deve unire, non essere mezzo indiretto di campagna elettorale, e soprattutto di manipolazione.</p>
<p style="text-align: justify;">E a coloro che, poco convinti dell&#8217;importanza di questa manifestazione, non vi hanno partecipato, vorrei dire: forse è vero, i problemi dell&#8217;Italia oggi sono altri, ma i problemi del Veneto sono anche questi. Pertanto dobbiamo tentare di contrastare la sempre più opprimente “padanizzazione”.</p>
<p style="text-align: justify;">E dal colle retrostante il palco dei leghisti in festa vedere dei fumogeni, rossi, bianchi e verdi, unirsi ai nostri tricolori, mentre tra fischi e cori i leghisti imperterriti continuavano le premiazioni, non sapendo come arginare le contestazioni, ha dimostrato ancora una volta che ogni manifestazione pacifica ha un potere maggiore rispetto all&#8217;imposizione di ideali che, sfruttando ogni mezzo, fomentano l&#8217;odio dove invece dovrebbe nascere amore, per il prossimo e per l&#8217;alterità, fonte di crescita e conoscenza continua.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è molto di più oltre alla Padania. Noi non siamo padani. Siamo italiani, siamo europei.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Angela Tessarolo</strong></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/UN_CaJiZTMw" frameborder="0" width="520" height="322"></iframe></p>


<p>Vedi anche<ol><li><a href='http://www.gdvi.it/2009/10/02/sabato-manifestazione-per-la-liberta-di-stampa-a-vicenza/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Sabato manifestazione per la libertà di stampa a Vicenza'>Sabato manifestazione per la libertà di stampa a Vicenza</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2010/07/07/se-tutti-si-dicono-progressisti/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Se tutti si dicono progressisti'>Se tutti si dicono progressisti</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2011/05/14/come-si-impara-ad-insegnare/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Come si impara ad insegnare?'>Come si impara ad insegnare?</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>La festa la fanno i volontari</title>
		<link>http://www.gdvi.it/2011/06/22/la-festa-la-fanno-i-volontari/</link>
		<comments>http://www.gdvi.it/2011/06/22/la-festa-la-fanno-i-volontari/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 12:32:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Peronato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica sera si è conclusa la seconda Festa democratica provinciale di Schio, la quarta organizzata in Provincia di Vicenza da quando è nato il Partito Democratico nel 2007. Queste feste, che sono un&#8217;antica consuetudine in regioni come l&#8217;Emilia Romagna o la Toscana, sono ormai diffuse anche nelle regioni del nord e nella nostra provincia. Solo [...]


Vedi anche<ol><li><a href='http://www.gdvi.it/2008/12/13/festa-di-natale-dei-gd/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Festa di Natale dei GD'>Festa di Natale dei GD</a></li>
<li><a href='http://vicenza.gdvi.it/2009/05/20/festa-democratica-di-vicenza/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Festa Democratica di Vicenza'>Festa Democratica di Vicenza</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2009/05/26/la-prima-festa-democratica-di-vicenza/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Festa/1: la prima festa democratica di Vicenza'>Festa/1: la prima festa democratica di Vicenza</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2999" title="festademocraticasecondo65" src="http://www.gdvi.it/wp-content/uploads/2011/06/festademocraticasecondo65-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gdvi.it/wp-content/uploads/2011/06/festademocraticasecondo65.jpg" rel="lightbox[2998]"></a>Domenica sera si è conclusa la seconda Festa democratica provinciale di Schio, la quarta organizzata in Provincia di Vicenza da quando è nato il Partito Democratico nel 2007. Queste feste, che sono un&#8217;antica consuetudine in regioni come l&#8217;Emilia Romagna o la Toscana, sono ormai diffuse anche nelle regioni del nord e nella nostra provincia. Solo il Partito Democratico può vantare infatti un calendario di oltre 2000 feste all&#8217;anno in tutt&#8217;Italia, da quelle organizzate da piccoli circoli locali fino alla grande festa nazionale che quest&#8217;anno si svolgerà per due settimane a fine agosto a Pesaro. Alla Lega che pretendeva tempo fa di essere l&#8217;unico partito popolare, Bersani ha risposto così: &#8220;se mi chiedono quanto deve costare uno spiedino per non rimetterci, io glielo so dire&#8230; lo chiedano a Berlusconi&#8230;&#8221;. E l&#8217;abbiamo visto anche alla Festa di Schio, dove non si sono mangiati solo spiedini, ma anche paella, frittura di pesce, orecchiette con le cime di rapa e tanti altri piatti degni dei migliori ristoranti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iodemocratico.it/news/urne_piene_piazza_vuota_la_festa_di_schio.html" target="_blank">Gli amici di Iodemocratico</a> facevano notare come dopo la vittoria alle amministrative e al referendum si sarebbero aspettati un po&#8217; più di pubblico alla festa di Schio; capovolgendo il famoso adagio: &#8220;urne piene, piazze vuote&#8221;. Se fosse sempre così, potremmo veramente metterci la firma. In realtà, credo non ci si possa troppo lamentare dell&#8217;affluenza di pubblico. Si è vista parecchia gente alla Festa di Schio, venuta per conoscere esponenti di spicco della politica nazionale come Enrico Letta, Dario Franceschini, Paola Concia e Debora Serracchiani oppure semplicemente per passare del tempo in buona compagnia. Tutti i dibattiti serali sono stati molto seguiti. In particolare l&#8217;evento conclusivo con Debora Serracchiani ha registrato la presenza di oltre quattrocento persone, molte delle quali rimaste in piedi all&#8217;interno e all&#8217;esterno del tendone principale della Festa. Un po&#8217; meno bene  sono andati gli scontrini dei pasti, complice forse la crisi e i prezzi necessariamente alti per sostenere gli alti costi dell&#8217;organizzazione.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3001" title="festademocraticaterzo108" src="http://www.gdvi.it/wp-content/uploads/2011/06/festademocraticaterzo108-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ma io credo che la questione centrale non sia tanto il pubblico che è venuto per passare una serata alla Festa, quanto il gruppo che si è formato all&#8217;interno dei tantissimi volontari che hanno lavorato per la realizzazione di questa festa. Perché durante la festa non c&#8217;era il catering, neanche il service audio, ma solo il lavoro di tantissimi militanti, giovani e meno giovani, che hanno dato veramente anima e corpo per la riuscita della festa. E segnaliamo che non c&#8217;è stata solo una straordinaria presenza di giovani (e il ringraziamento va in particolare ai Giovani Democratici del Thienese), ma anche e soprattutto un gioco di squadra tra le vecchie leve e i giovani militanti che hanno lavorato assieme in questi quattro giorni. È in queste occasioni che si vede cos&#8217;è un partito di popolo. Perché la festa non è solo un momento di pubblicità esterna del partito, ma anche un fondamentale momento di crescita interna del partito. E la vera festa la fanno proprio i volontari.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Giuseppe Peronato</strong></p>


<p>Vedi anche<ol><li><a href='http://www.gdvi.it/2008/12/13/festa-di-natale-dei-gd/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Festa di Natale dei GD'>Festa di Natale dei GD</a></li>
<li><a href='http://vicenza.gdvi.it/2009/05/20/festa-democratica-di-vicenza/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Festa Democratica di Vicenza'>Festa Democratica di Vicenza</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2009/05/26/la-prima-festa-democratica-di-vicenza/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Festa/1: la prima festa democratica di Vicenza'>Festa/1: la prima festa democratica di Vicenza</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Milano Libera Tutti</title>
		<link>http://www.gdvi.it/2011/05/31/milano-libera-tutti/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 06:41:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Selmo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
		<category><![CDATA[amministrative 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo vinto. Questa volta possiamo dirlo senza tanti distinguo: le ultime elezioni amministrative hanno visto il successo netto delle coalizioni di centrosinistra in tutte le maggiori città del paese al voto, dal Nord al Sud. Persino a Cagliari, dove la destra ha governato (quasi) ininterrotamente sin dal dopoguerra. Ed è bello poter dire &#8220;abbiamo&#8221;, anche [...]


Vedi anche<ol><li><a href='http://www.gdvi.it/2009/04/25/viva-litalia-libera/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Viva l&#8217;Italia libera'>Viva l&#8217;Italia libera</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2009/12/05/tutti-impuniti-tutti-innocenti/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Tutti impuniti, tutti innocenti'>Tutti impuniti, tutti innocenti</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2010/07/07/se-tutti-si-dicono-progressisti/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Se tutti si dicono progressisti'>Se tutti si dicono progressisti</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-2923" src="http://www.gdvi.it/wp-content/uploads/2011/05/milano1.bmp" alt="" width="319" height="226" /></p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo vinto.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa volta possiamo dirlo senza tanti distinguo: le ultime elezioni amministrative hanno visto il successo netto delle coalizioni di centrosinistra in tutte le maggiori città del paese al voto, dal Nord al Sud. Persino a Cagliari, dove la destra ha governato (quasi) ininterrotamente sin dal dopoguerra.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è bello poter dire &#8220;abbiamo&#8221;, anche se parliamo di tante realtà locali, grandi e piccole, diverse tra loro. Soprattutto se pensiamo alla pluralità delle forze che sostenevano sindaci e presidenti di provincia.</p>
<p style="text-align: justify;">In qusto &#8220;abbiamo&#8221; trovano spazio i partiti, le associazioni e i comitati. Ma è importante sottolineare che i veri vincitori di queste elezioni sono stati soprattutto i cittadini. Quelli che hanno sentito con urgenza la necessità di svoltare, per amore della propria città, ma non solo, e di spendersi per persone capaci, pulite, possibilmente nuove.</p>
<p style="text-align: justify;">i partiti di centrosinistra, e il PD fra questi, hanno colto (per fortuna) questi segnali. A Milano si è vinto con la voglia di sradicare, ma con allegria, il mondo fasullo che vediamo trasmesso ogni giorno al Tg1. Si è vinto senza la violenza mediatica della calunnia televisa, senza offendere, senza odiare. Si è vinto senza scendere allo stesso livello delle provocazioni, e ci è voluta veramente tanta forza e ironia, per noi che ci troviamo al tempo del grande partito del bunga bunga. I malgoverni, se combattuti con proposte serie, prima o poi vengono sempre condannati.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo vinto tutti perché ci siamo dati da fare. Perché abbiamo fatto le primarie.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché la ricchezza, e non la debolezza, della proposta del centrosinistra, sta nell’essere un insieme di tante anime che vogliono veramente migliorare questo Paese. E che quindi difendono l’acqua pubblica, contrastano ridicoli progetti nucleari e tentano, come fa il PD, di restituire al Paese una legge elettorale degna di una democrazia moderna.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo vinto perché la nostra visione di società è diversa, ed è radicalmente alternativa a chi governa ora in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo vinto perché è ora di sfatare un certo disprezzo per le piazze, per chi ci mette la faccia, per quei giovani che hanno tutto il diritto di sognare il ricambio di una classe politica che li sacrifica sistematicamente a favore delle solite, ridotte, categorie sociali.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo vinto perché la nostra proposta è forte, e non ha bisogno di inseguire il fantomatico successo di Sceriffi, Moderati o Poli immaginari.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo vinto.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Giovanni Selmo</strong></p>
<p><a href="http://www.gdvi.it/wp-content/uploads/2011/05/milano.bmp" rel="lightbox[2921]"></a></p>


<p>Vedi anche<ol><li><a href='http://www.gdvi.it/2009/04/25/viva-litalia-libera/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Viva l&#8217;Italia libera'>Viva l&#8217;Italia libera</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2009/12/05/tutti-impuniti-tutti-innocenti/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Tutti impuniti, tutti innocenti'>Tutti impuniti, tutti innocenti</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2010/07/07/se-tutti-si-dicono-progressisti/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Se tutti si dicono progressisti'>Se tutti si dicono progressisti</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Come si impara ad insegnare?</title>
		<link>http://www.gdvi.it/2011/05/14/come-si-impara-ad-insegnare/</link>
		<comments>http://www.gdvi.it/2011/05/14/come-si-impara-ad-insegnare/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 May 2011 17:42:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Peronato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla domanda “Che cosa vuoi fare da grande?” un bambino potrebbe rispondervi “L’astronauta”, anche se non siamo più ai tempi dell’ormai mitologico Yuri Gagarin, o più facilmente, “il calciatore”, “il cantante”, o magari anche “Il concorrente del Grande Fratello”. Difficile che un bambino vi risponda che vuole fare l’insegnante. E questo per due motivi. In [...]


Vedi anche<ol><li><a href='http://www.gdvi.it/2010/11/02/ce-chi-la-chiama-berlusconnerie/' rel='bookmark' title='Permanent Link: C&#8217;è chi la chiama <i>Berlusconnerie</i>&#8230;'>C&#8217;è chi la chiama <i>Berlusconnerie</i>&#8230;</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2010/11/04/quando-il-futuro-rischia-di-avere-le-ali-recise/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Quando il futuro rischia di avere le ali recise'>Quando il futuro rischia di avere le ali recise</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gdvi.it/wp-content/uploads/2011/05/mp9004225911.jpg" rel="lightbox[2894]"><img class="alignleft size-medium wp-image-2895" style="margin-right: 5px;" title="Teacher" src="http://www.gdvi.it/wp-content/uploads/2011/05/mp9004225911-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Alla domanda “Che cosa vuoi fare da grande?” un bambino potrebbe rispondervi “L’astronauta”, anche se non siamo più ai tempi dell’ormai mitologico Yuri Gagarin, o più facilmente, “il calciatore”, “il cantante”, o magari anche “Il concorrente del Grande Fratello”.<br />
Difficile che un bambino vi risponda che vuole fare l’insegnante. E questo per due motivi.<br />
In primo luogo, quella dell’insegnante è una professione attualmente poco ambita perché poco riconosciuta socialmente. L’insegnante, oggi, non gode più di quell’aura di professionista del sapere che lo ammantava una generazione fa. Spesso oggi l’insegnante è considerato un ammaestratore di allievi; egli deve in primo luogo controllare che mentre sono sotto la sua sorveglianza non si gettino dalla finestra credendo di essere Superman o non picchino i compagni.<br />
In secondo luogo, è difficile che qualcuno vi dica che gli piacerebbe fare l’insegnante perché, a tutt’oggi, non si sa come fare ad accedere alla professione.<br />
La formazione degli insegnanti è stata un aspetto cui ogni governo ha inteso mettere mano, provocando una confusione ed una sovrapposizione normativa senza pari. Conseguenza di tali intrecci burocratici sconsiderati sono le colonne di precari che affollano le graduatorie, spesso affrontando travagli amministrativi inenarrabili per raggranellare qualche scarno punto in più. Allo stato attuale, la formazione degli insegnanti è un buco nero. Sull’argomento regna la deregulation più selvaggia; la recente riforma Gelmini, che di fatto ha apportato modifiche sostanziali anche su questo tema, non è stata però incisiva nel metterle in atto:  il “New Deal”, il nuovo percorso della formazione degli insegnanti appare ammantato da un alone di mistero.<br />
Se nel passato la scuola ha rappresentato un ammortizzatore sociale come alcuni sostengono, non si capisce perché tale situazione debba apparire come irrisolvibile e continuare a pesare sulle generazioni successive. Continuare a non investire nella formazione significa dare al Paese teste condizionabili, prive di senso critico, nonché professionalità deboli e competenze fragili, che fanno acqua da tutte le parti.<br />
Insegnanti poco motivati, la cui professionalità non è riconosciuta e la cui formazione è traballante, fanno della scuola un’istituzione debole, che non accompagna i ragazzi nella loro formazione e che non li incoraggia a pensare. Che sia questo il vero obiettivo? È meglio una testa ben fatta che una testa ben piena, ma forse qualcuno continua a credere che meglio di tutto sia una testa vuota.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Giulia Turra</strong></p>


<p>Vedi anche<ol><li><a href='http://www.gdvi.it/2010/11/02/ce-chi-la-chiama-berlusconnerie/' rel='bookmark' title='Permanent Link: C&#8217;è chi la chiama <i>Berlusconnerie</i>&#8230;'>C&#8217;è chi la chiama <i>Berlusconnerie</i>&#8230;</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2010/11/04/quando-il-futuro-rischia-di-avere-le-ali-recise/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Quando il futuro rischia di avere le ali recise'>Quando il futuro rischia di avere le ali recise</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Altro che concordia, la Giovane Italia festeggia il 25 aprile con le bandiere fasciste</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 05:31:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Gabrieletto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esprimiamo grande preoccupazione per i continui attacchi alla Costituzione e alla Repubblica, nei suoi diversi poteri, espressi dal Presidente del Consiglio e dai parlamentari, dirigenti e simpatizzanti del Pdl. Oltre all’incomprensibile proposta di ddl di cui abbiamo già riferito la scorsa settimana per l’eliminazione della XII norma transitoria della Costituzione ( “E’ vietata la riorganizzazione, [...]


Vedi anche<ol><li><a href='http://www.gdvi.it/2009/04/21/sintesi-assemblea-provinciale-15-aprile/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Sintesi Assemblea Provinciale 15 aprile'>Sintesi Assemblea Provinciale 15 aprile</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2009/12/17/giovani-democratici-e-giovane-italia-sfida-sul-nuovo-campo/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Giovani Democratici e Giovane Italia: sfida sul (nuovo) campo.'>Giovani Democratici e Giovane Italia: sfida sul (nuovo) campo.</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2009/12/20/oggi-la-sfida-a-calcio-tra-giovani-democratici-e-giovane-italia/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Oggi la sfida a calcio tra Giovani Democratici e Giovane Italia'>Oggi la sfida a calcio tra Giovani Democratici e Giovane Italia</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Esprimiamo grande preoccupazione per i continui attacchi alla Costituzione e alla Repubblica, nei suoi diversi poteri, espressi dal Presidente del Consiglio e dai parlamentari, dirigenti e simpatizzanti del Pdl.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre all’incomprensibile proposta di ddl <a title="Una norma inutile?" href="http://www.gdvi.it/2011/04/11/una-norma-inutile/">di cui abbiamo già riferito la scorsa settimana</a> per l’eliminazione della XII norma transitoria della Costituzione ( “E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del neodisciolto partito fascista)”, i manifesti ingiuriosi verso la Magistratura a Milano, l’inutile e pretestuosa polemica dell’assessore Donazzan contro il Sindaco di Vicenza Variati; ora <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/25-aprile-il-pdl-festeggia-cosi/2149916" target="_blank">spunta un’incredibile fotografia</a> che ritrae numerosi membri della Giovane Italia (i giovani del Pdl) che festeggiano il 25 Aprile con saluti romani e bandiere della RSI.</p>
<p style="text-align: justify;">Superando la tristezza per la profonda ignoranza storica che sottende tali gesti e iniziative, il dato che più deve allarmare è che a compiere questi gesti siano i dirigenti vicentini della Giovane Italia, gli stessi che poche ora prima parlavano di unità nazionale e riconciliazione proponendo addirittura di cambiare il nome del Museo del Risorgimento e della Resistenza!</p>
<p style="text-align: justify;">Con la speranza che il confronto politico si basi sempre sulle proposte, sulle idee ed il rispetto degli avversari politici ci auguriamo di non doverci più trovare a commentare simili iniziative e che i responsabili siano invitati a riflettere sull’importanza del ricordo delle persone che perché ognuno potesse esprimere liberamente la propria opinione hanno sacrificato la vita. [G.G.]</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone" src="http://data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/eol/eol2/2011/04/26/jpg_2149915.jpg" alt="" width="520"/></p>


<p>Vedi anche<ol><li><a href='http://www.gdvi.it/2009/04/21/sintesi-assemblea-provinciale-15-aprile/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Sintesi Assemblea Provinciale 15 aprile'>Sintesi Assemblea Provinciale 15 aprile</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2009/12/17/giovani-democratici-e-giovane-italia-sfida-sul-nuovo-campo/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Giovani Democratici e Giovane Italia: sfida sul (nuovo) campo.'>Giovani Democratici e Giovane Italia: sfida sul (nuovo) campo.</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2009/12/20/oggi-la-sfida-a-calcio-tra-giovani-democratici-e-giovane-italia/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Oggi la sfida a calcio tra Giovani Democratici e Giovane Italia'>Oggi la sfida a calcio tra Giovani Democratici e Giovane Italia</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Una norma inutile?</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 17:30:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samantha Pegoraro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non bastavano le leggi ad personam, il caso Ruby, la malasanità, le false dichiarazioni in merito alla città dell’Aquila. Non bastavano i problemi riguardanti il nucleare, la questione di Lampedusa, le ultime barzellette del Premier. A coronare il quadro della politica italiana sono cinque nostalgici senatori. C’è da capirli, poveretti. D’altronde, riforme come quelle della [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdvi.it/wp-content/uploads/2011/04/neofascismo.jpg" rel="lightbox[2852]"><img class="alignleft size-medium wp-image-2853" title="neofascismo" src="http://www.gdvi.it/wp-content/uploads/2011/04/neofascismo-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non bastavano le leggi ad personam, il caso Ruby, la malasanità, le false dichiarazioni in merito alla città dell’Aquila. Non bastavano i problemi riguardanti il nucleare, la questione di Lampedusa, le ultime barzellette del Premier. A coronare il quadro della politica italiana sono cinque nostalgici senatori. C’è da capirli, poveretti. D’altronde, riforme come quelle della Giustizia e della Scuola <em>certo</em> non rappresentano un materiale di difficile approccio. Così, Cristiano De Eccher, Fabrizio Di Stefano, Francesco Bevilacqua, Giorgio Bonacin e Achille Totaro (Pdl) hanno ben pensato di presentare al Senato un ddl, ossia un disegno di legge, che prevedesse l’eliminazione della XII norma transitoria della Costituzione: “E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del neodisciolto partito fascista”. Quale inutilità, una norma che tutela i cittadini dalla ricomparsa di partiti politici di dubbie basi democratiche e morali!<br />
La giustificazione arriva prontamente. “Nessuno di noi ha mai pensato di avviare una battaglia di tipo ideologico fuori dal tempo e dalla storia. Il nostro ddl, infatti, si prefigge di intervenire su una norma transitoria che per sua stessa natura era quindi destinata, secondo la volontà dei padri costituenti, a valere per un tempo limitato.” affermano gli stessi firmatari.<br />
Ciò che colpisce non è tanto il semplicismo della dichiarazione in sé, quanto la convinzione che questo ddl abbia un senso.<br />
Una “Norma transitoria” si definisce tale non perché essa debba essere presa in considerazione per un lasso di tempo ben determinato, ma perché si ritiene che gli italiani sappiano farla propria, assimilarla, accettarla e desiderarla. Una norma come quella che vieta la ricostituzione di partiti, associazioni o qualsivoglia altro tipo di aggregazione sociale d’impronta fascista è da considerarsi valida dal momento stesso in cui viene scritta.  Certo, negli anni Quaranta la situazione era diversa. C’era la necessità di tutelarsi. Il partito fascista era stato sciolto da poco e i nostalgici, seppur celati, non mancavano. Ma ora, ora è tutta un’altra cosa. O così dovrebbe essere. Se una tale norma suscita ancora un così acceso interesse, allora forse dovremmo chiederci se ne sia stato colto davvero il significato.<br />
Il desiderio di abolire una disposizione come questa sottolinea come non si è maturi per ritenerla qualcosa di assimilato, facente parte della nostra stessa identità. Se se ne fosse compresa l’importanza, nessuno si chiederebbe se abrogarla o meno. L’esistenza di un qualcosa di scritto diventa superflua agli occhi di chi ha maturato dentro sé la consapevolezza che mai più si dovrà permettere il ritorno di partiti che appoggiano un regime. Di partiti che annullano la persona in quanto tale. Di partiti che gerarchizzano la società, che si fanno beffe dell’uguaglianza, che rendono l’uomo un essere acritico e sottomesso al potere.<br />
Cari Senatori, siete stati eletti perché possiate tenere fede ai valori incarnati dalla Costituzione.<br />
Che si continui a rispettarli.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Samantha Pegoraro</strong></p>


<p>Vedi anche<ol><li><a href='http://www.gdvi.it/2009/06/11/una-brava-persona/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Una brava persona'>Una brava persona</a></li>
<li><a href='http://gdaltovicentino.blogspot.com/2008/12/ancora-una-volta-stiamo-perdendo-una.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Ancora una volta stiamo perdendo una grossa opportunità&#8230;.'>Ancora una volta stiamo perdendo una grossa opportunità&#8230;.</a></li>
<li><a href='http://www.gdvi.it/2010/06/27/dal-molin-una-vittoria-di-variati-e-di-chi-ha-lottato-per-la-difesa-del-nostro-territorio/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Dal Molin, una vittoria di Variati e di chi ha lottato per la difesa del nostro territorio'>Dal Molin, una vittoria di Variati e di chi ha lottato per la difesa del nostro territorio</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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