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Perché oggi sono andato a Roma. Le proposte del PD per un’Italia diversa

Oggi è il 5 Novembre 2011 e sono andato a Roma, alla Manifestazione nazionale del PD.

Siamo probabilmente immersi nella recessione economica più grave dal dopoguerra, e ho detto tutto. Non so esprimere facilmente a parole i miei sentimenti, ma, come molti di volti, sento frustrazione, rabbia e senso d’impotenza. Alcuni dicono “sono tutti uguali”, altri che “cambiare è impossibile”, altri ancora, invece, ci credono.

Qualunque sia il partito che vi piace o non vi piace, dobbiamo credere che possiamo cambiare, altrimenti perché continuare a studiare qui? Perché lavorare in Italia? Perché far crescere i nostri figli in questo paese? GIà i nostri figli. Fra 20 anni gli racconteremo del 2011, e per chi avrà la fortuna d’esserci, di questa giornata.

Parlo da studente, giovane ed iscritto ad un partito. Oggi credere alla politica è difficile, lo so. Io ho fatto, tempo fa, una scelta precisa, ma devo dirvi, dopo delusioni più o meno profonde, ne sono orgoglioso.

Immagino che molti di voi guardino con diffidenza il nostro simbolo, il PD, e credetemi, vi capisco. Oggi però è una giornata particolare. Ora e mai più, il PD ha l’opportunità di dimostrare che è diverso, non migliore, perché questo lo giudicherete voi, ma con idee e proposte precise.

Quest’ultime purtroppo non si conoscono, quindi per l’occasione, vi ho allegato tutte le principali proposte del PD. Dateci una letta a quelle che più vi interessano e poi, se vorrete, lasciate un commento! Qui ho raccolto tutte le proposte ed idee del PD.

L’importante però è NON essere INDIFFERENTI, saper DISCUTERE e, alla fine, SCEGLIERE. Questa però, credo sia una regola di vita, che non vale solo nella politica!

Insomma, Cambiamo l’Italia! Solo noi possiamo farlo!

Michele Faggion

Guarda le foto della manifestazione

11/6/11 Commenti 2 Comments

Fate la scuola, non fate la guerra

foto di Valentina Mazzoni

10/8/10 Foto No Comments

Se tutti si dicono progressisti

Ormai è diventata una sorta di moda, una tattica per piacere agli elettori, un metodo per suscitare fiducia e per apparire riformisti e innovatori. Il termine “progressismo” sembra essere, forse per questioni etimologiche della parola, quel qualcosa che fa apparire un qualsiasi politico portatore di un’aria di cambiamento che serve al Bel paese. Ma basta poco per rendersi conto di come sia usato a sproposito, di come esponenti di partiti conservatori di destra lo facciano proprio senza motivo e in maniera alquanto ipocrita. Se riflettiamo qualche istante sul significato della parola possiamo arrivare a capire che il suo utilizzo non può essere esteso con tanta facilità e pressappochismo a un qualsivoglia movimento politico e culturale.

Tentiamo di fare una rapida analisi del suo preciso significato e veniamo alle conclusioni. Aprendo un comune dizionario della lingua italiana come lo Zingarelli troviamo, alla voce “progressista”, seguace, sostenitore di idee e movimenti innovatori in campo politico, economico, sociale. Il termine deriva da “progresso”, latino progressus, cioè passo in avanti, cammino, e per estensione avanzamento, miglioramento. I più grandi movimenti politico-ideologici che si basano sul progressismo sono quindi improntati sulla volontà di innovare la società con una proiezione verso il futuro, e quindi sul lungo periodo, con l’obiettivo di seminare oggi per raccogliere domani. Non esiste progresso, non esiste innovazione senza la consapevolezza che è impossibile, in una società articolata e complessa come quella odierna, ottenere tutto e subito e pensare di andare avanti soltanto risolvendo il problema immediato, raccapezzando e sistemando solamente ciò che già esiste. Il progresso sta in questo, nell’essere consapevoli e nell’agire con un progetto politico che non deve essere avido di ottenere risultati nel breve periodo ma che deve saper trasformare in servizi e opere concrete le esigenze delle nuove generazioni. Tutto ciò non presuppone la cancellazione di principi valoriali validi in ogni contesto storico, perché la moralità, l’onestà e il rispetto devono essere alla base del vero progressismo, mirato non alla rimozione del passato ma alla lettura attenta di ciò che serve in futuro. Energia alternativa e progresso sostenibile, centralità del lavoro e previdenza sociale, diritti civili e fiducia verso i giovani sono solo alcuni dei temi che dovrebbero caratterizzare un partito progressista. E se diamo un’occhiata all’attuale panorama politico italiano, mi convinco sempre di più che i veri progressisti siamo noi Democratici.

Alberto Carpenedo

7/7/10 Commenti No Comments

Ricordando Luigi Meneghello

Ricorreva ieri il terzo anniversario della morte di Luigi Meneghello.
Romanziere, linguista, insegnante, politico, partigiano, Gigi ha sostenuto per tutta la vita e dimostrato con la propria opera la necessita’ di contrastare ogni macchina retorica per restituire all’uomo libertà e dignità.
Nel suo lavoro, parola che odiava, Gigi ha trasposto in chiave poetica l’insegnamento di Antonio Giuriolo ed esposto le vicende di quarant’anni d’Italia senza mai salire in cattedra.
Una voce di cui si sente la mancanza, una pacatezza intellettuale e umana ormai sempre piu’ rara.
Gigi è per noi tutti quello che semplicemente si può chiamare un esempio.
Invito, come sempre, a ricordarlo leggendo qualche sua pagina.
Ciao Gigi, continui a mancarci.

Tommaso Lovato

6/27/10 Commenti 1 Comment

La grigliata dei GD


foto di Michele Faggion e Fabio Zancan

5/30/10 Foto No Comments

Loro oggi come noi ieri

5/28/10 Iniziative, Materiali No Comments