Archives for novembre, 2011

Lettera aperta a Luca Zaia sulla cittadinanza ai figli di immigrati

Egregio Presidente Zaia,
leggo con un filo di dispiacere e disappunto le sue dichiarazioni in merito alla questione della cittadinanza ai figli degli immigrati. Leggo che “Di sicuro, l’attuale regime, legato al diritto di sangue, preserva la necessità che abbiamo e che vogliamo conservare di mantenere integra la nostra identità e di salvaguardare la continuità culturale con le nostre radici.” e proprio su questa frase che vorrei concentrare la mia riflessione.
Mi permetta una domanda. Conserva e mantiene integra la nostra identità e salvaguarda la continuità delle nostre radici di più un nipote di un veneto emigrato dai 40 ai 70 anni fa in Brasile, Argentina, Canada (giusto per citare i 3 stati con un forte flusso immigratorio veneto nel ’900) nato e cresciuto in quei paesi e che, ritengo, della lingua, del dialetto, degli usi e dei costumi conosce ben poco o forse è più rappresentativo di quest’identità e di queste radici un figlio di un immigrato che è nato e cresciuto in veneto a contatto con la cultura e la lingua italiana, e con il dialetto veneto?!
Certo. La legge attuale, la Legge Mancino del 1992, permette di fare richiesta di cittadinanza a chi risiede in italia, regolarmente, da più di dieci anni o, e in pochi lo sanno, per gli stranieri nati in Italia che non abbiano lasciato il paese per più di 90 giorni la possibilità di optare per la cittadinanza italiana rinunciando a quella di origine. Il problema, in questo caso, risiede però nell’iter di esamina ed approvazione delle richieste che, da esperienze riferitemi, è alquanto lungo (parliamo di oltre tre anni) e complesso.
In secondo luogo lei asserisce che non abbiamo certo bisogno di attirare immigrazione. Ciò può esser vero, anche se poi ad ogni decreto flussi la domanda di ingressi supera di gran lunga le quote assegnate, ma, personalmente, credo che riconoscere a chi è nato e cresciuto sul territorio italiano il diritto di cittadinanza e quindi di partecipazione attiva alla vita del paese essendo soggetto anche a pari diritti e non solo a pari doveri rispetto al cittadino italiano sia un passaggio obbligato sulla via dell’integrazione.
Citando le sue parole ”…ricordo che, dove prevale, come negli Stati Uniti, nazione di immigrati, il diritto di cittadinanza legata al suolo, esistono normative draconiane che limitano l’ingresso e regolamentano la residenza. Norme che, se fossero applicate da noi, darebbero la stura a vere e proprie sollevazioni popolari. Mi auguro che nessuno pensi all’Italia come a un parco giochi dove si possa entrare e uscire a proprio piacimento.” mi sento di risponderle che nessuno di noi pensa all’Italia come un parco giochi dove si entra ed esce a piacimento, anche perchè sono affermazioni che si riferiscono alla questione dell’immigrazione in generale; un discorso molto più ampio rispetto a quello che si sta affrontando in questo dibattito, che ne costituisce un aspetto specifico.
Tralasciando questo tentativo di “sviare il discorso” mi sento di risponderle che le normative italiane in fatto di immigrazione sono, a mio avviso, giuste e nessuno le sta criticando e nessuno sta minimamente pensando di introdurre le normative statunitensi, quali la ”lotteria di ingresso”, in merito all’immigrazione che, dati alla mano, non hanno certo portato grandi risultati, ma anzi hanno favorito l’immigrazione clandestina. Quel che ci interessa “importare” da paesi come gli Stati Uniti e la Francia è il concetto che chi nasce e cresce nel Paese ha diritto di essere cittadino al pari di chi, avendo parenti cittadini (siano essigenitori, nonni o bisnonni) dell’Italia non ha mai consciuto la lingua ed imparato gli usi e costumi se non dai racconti, spesso sbiaditi dal tempo.
Nicolò Corrà

11/24/11 Italia No Comments

Sulla manifestazione degli “studenti indignati”

“Non sappiamo se ridere o piangere, di fronte alle argomentazioni portate dai cosidetti “Studenti Indignati” (che in realtà non ha nulla di spontaneo, essendo nient’altro che un cartello costituito da Rete degli Studenti, Coordinamento Studentesco e Collettivo). Il nodo della questione non è che certa informazione (ma chi, poi?) ha nascosto le ragioni della protesta, parlando del lancio delle uova – sostiene Giacomo Possamai, segretario provinciale GD – Il punto è proprio l’opposto: quando l’obiettivo principale diventa fare notizia, provocare scontri e ottenere la ribalta mediatica, invece di portare avanti le proprie idee in modo democratico, è scontato che il lancio delle uova finisca per nascondere le ragioni della protesta. E questa cosa, le tre sigle studentesche che hanno organizzato la manifestazione lo sanno benissimo, perché organizzano da anni i cortei e gli scioperi nella nostra città. Per cui, evidentemente, era nel loro stesso interesse fare notizia lanciando uova contro le banche (e non solo, visto che ci risulta che alcune uova siano entrate dentro alle case che avevano le finestre aperte). Noi rivendichiamo e sosteniamo, con orgoglio e convinzione, il principio che l’unica modalità di manifestare sia quella pacifica, che non arreca disturbo agli altri. Infine, sorprende trovare in questa compagnia la Rete degli Studenti, da sempre concorde con noi sull’evitare qualsiasi gesto che vada oltre i cortei pacifici. Notiamo, infatti, una grande differenza tra quello che la Rete degli Studenti del  Veneto ha dichiarato in merito alla manifestazione di giovedì e quanto invece dichiarato dalla Rete vicentina. Speriamo che si parlino presto e chiariscano l’equivoco.”

“E’ semplicemente una bugia che non abbiamo partecipato al percorso assembleare che ha condotto all’organizzazione della manifestazione. Ho seguito personalmente tutta la fase di preparazione della manifestazione, partecipando agli incontri – spiega Angela Tessarolo, responsabile Scuola dei GD – Quando abbiamo capito la mal parata e la premeditazione nella volontà di lanciare uova in centro storico e di creare tensione, abbiamo deciso immediatamente di non aderire.  Stilare una classifica dei violenti, come provano a fare gli Studenti Indignati, inserendoci Chiamparino e Marchionne, è un esercizio ridicolo. Questo governo si è presentato nel migliore dei modi e gode di una grande fiducia in Parlamento e nel Paese: diamogli il tempo di lavorare prima di giudicare. Noi abbiamo fiducia e crediamo che possa essere in grado di risolvere molti dei gravi problemi che attanagliano la scuola italiana. Se ci permettete, passare dalla Gelmini, che pensava che i neutrini passassero in appositi tunnel dal Cern al Gran Sasso, al Presidente del CNR Profumo, è pur sempre un bel salto in avanti”.

11/22/11 comunicato stampa No Comments

Chi lancia uova indebolisce le ragioni della protesta

Chi lancia uova fa coscientemente e volutamente l’interesse di coloro che vorrebbe contestare. Tutti i giovani del nostro Paese chiedono più attenzione e rispetto da parte della nostra classe dirigente: la nostra generazione è destinata a patire le scelte sbagliate degli ultimi trent’anni in materia previdenziale, di equità sociale e di investimenti in università e ricerca. Ma chi protesta con la violenza ha torto, per lo stesso fatto di trascendere le regole della civile convivenza. Contestare poi un governo appena nato senza nemmeno aspettare la presentazione di proposte e programmi, è evidentemente pretestuoso. Noi ribadiamo, invece, tutta la nostra fiducia nell’operato del governo Monti: comunque la si pensi, il neo nato esecutivo è caratterizzato da una professionalità e una qualità senza precedenti. I professionisti dei disordini, che in Italia saltano fuori ogni volta che c’è occasione, sono stati in questi anni i più grandi alleati dei governi berlusconiani. Simul stabunt, simul cadent: speriamo che assieme alla stagione del berlusconismo si chiuda presto anche la loro.

Giacomo Possamai
segretario provinciale GD

11/17/11 comunicato stampa 1 Comment

Ricostruzione. Roma, 5 novembre 2011

11/6/11 Foto 3 Comments

Perché oggi sono andato a Roma. Le proposte del PD per un’Italia diversa

Oggi è il 5 Novembre 2011 e sono andato a Roma, alla Manifestazione nazionale del PD.

Siamo probabilmente immersi nella recessione economica più grave dal dopoguerra, e ho detto tutto. Non so esprimere facilmente a parole i miei sentimenti, ma, come molti di volti, sento frustrazione, rabbia e senso d’impotenza. Alcuni dicono “sono tutti uguali”, altri che “cambiare è impossibile”, altri ancora, invece, ci credono.

Qualunque sia il partito che vi piace o non vi piace, dobbiamo credere che possiamo cambiare, altrimenti perché continuare a studiare qui? Perché lavorare in Italia? Perché far crescere i nostri figli in questo paese? GIà i nostri figli. Fra 20 anni gli racconteremo del 2011, e per chi avrà la fortuna d’esserci, di questa giornata.

Parlo da studente, giovane ed iscritto ad un partito. Oggi credere alla politica è difficile, lo so. Io ho fatto, tempo fa, una scelta precisa, ma devo dirvi, dopo delusioni più o meno profonde, ne sono orgoglioso.

Immagino che molti di voi guardino con diffidenza il nostro simbolo, il PD, e credetemi, vi capisco. Oggi però è una giornata particolare. Ora e mai più, il PD ha l’opportunità di dimostrare che è diverso, non migliore, perché questo lo giudicherete voi, ma con idee e proposte precise.

Quest’ultime purtroppo non si conoscono, quindi per l’occasione, vi ho allegato tutte le principali proposte del PD. Dateci una letta a quelle che più vi interessano e poi, se vorrete, lasciate un commento! Qui ho raccolto tutte le proposte ed idee del PD.

L’importante però è NON essere INDIFFERENTI, saper DISCUTERE e, alla fine, SCEGLIERE. Questa però, credo sia una regola di vita, che non vale solo nella politica!

Insomma, Cambiamo l’Italia! Solo noi possiamo farlo!

Michele Faggion

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11/6/11 Commenti 2 Comments