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L’Acqua è un bene di tutti e non va privatizzata

Il 12 e 13 giugno gli italiani saranno chiamati alle urne per il tanto atteso referendum. E’ importante andare a votare e barrare la casella del SI’ in tutti e quattro i quesiti per dire no alla costruzione di centrali nucleari, al legittimo impedimento e alla privatizzazione dell’acqua. Per quanto riguarda quest’ultimo tema è una vergogna che si possa mettere in discussione la gestione pubblica degli acquedotti. L’acqua è un bene comune, un diritto di tutti e non una merce. L’acqua non deve essere un interesse di pochi, la sua gestione pubblica è fondamentale in quanto è uno degli elementi portanti di una società che si vuole definire democratica. Speculare su un prodotto come l’acqua sarebbe semplicemente un ladrocinio, in quanto il gestore privato potrebbe decidere il suo prezzo in maniera praticamente arbitraria e condizionare così migliaia di persone. I quesiti riguardanti la gestione dell’acqua che con questo referendum possiamo abrogare votando Sì sono due. Il primo riguarda le “Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica”, il secondo la “Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito”. E’ evidente che il Governo mediante questi provvedimenti vorrebbe mettere in atto una politica di privatizzazione indiscriminata che andrebbe a colpire migliaia di utenti e a remunerare lautamente quei pochi gestori che inizierebbero a far soldi sulle spalle dei cittadini. Per migliorare la gestione degli acquedotti la soluzione della privatizzazione non è certo la via più efficace e meno indolore per le tasche degli italiani. Certo, in parecchi casi la qualità del servizio è discutibile e migliorabile, ma esempi virtuosi come quello delle nostre Acque Vicentine dimostrano che l’acqua può essere garantita a tutti ad un equo prezzo e con una gestione di eccellenza. Il Governo ha fatto la furbata abrogando il referendum sul nucleare un mese prima del voto, una vergogna senza precedenti. Come ha scritto Sergio Rizzo in un articolo del Corriere qualche settimana fa, “ci manca soltanto che con qualche geniale trovata adesso si cerchi di evitare pure il referendum sulla privatizzazione dell’acqua”. Sarebbe l’ennesima prova di quanto antidemocratico e illiberale si stia rivelando questo Governo, che arriva a mettere in discussione un diritto sacrosanto come quello del referendum abrogativo, procedimento previsto dall’art. 75 della nostra Costituzione.

E’ tempo di cambiare, è tempo di far valere il proprio diritto al voto per non lasciare che a decidere per noi continuino ad essere gli altri. Il 12 e 13 giugno possiamo tornare a dire la nostra e fermare la barbarie della privatizzazione dell’acqua.

Alberto Carpenedo

5/7/11 Italia No Comments