Archives for aprile, 2011

Il Giornale di Vicenza, 28.04.2011, pag. 17

4/28/11 Senza categoria No Comments

Altro che concordia, la Giovane Italia festeggia il 25 aprile con le bandiere fasciste

Esprimiamo grande preoccupazione per i continui attacchi alla Costituzione e alla Repubblica, nei suoi diversi poteri, espressi dal Presidente del Consiglio e dai parlamentari, dirigenti e simpatizzanti del Pdl.

Oltre all’incomprensibile proposta di ddl di cui abbiamo già riferito la scorsa settimana per l’eliminazione della XII norma transitoria della Costituzione ( “E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del neodisciolto partito fascista)”, i manifesti ingiuriosi verso la Magistratura a Milano, l’inutile e pretestuosa polemica dell’assessore Donazzan contro il Sindaco di Vicenza Variati; ora spunta un’incredibile fotografia che ritrae numerosi membri della Giovane Italia (i giovani del Pdl) che festeggiano il 25 Aprile con saluti romani e bandiere della RSI.

Superando la tristezza per la profonda ignoranza storica che sottende tali gesti e iniziative, il dato che più deve allarmare è che a compiere questi gesti siano i dirigenti vicentini della Giovane Italia, gli stessi che poche ora prima parlavano di unità nazionale e riconciliazione proponendo addirittura di cambiare il nome del Museo del Risorgimento e della Resistenza!

Con la speranza che il confronto politico si basi sempre sulle proposte, sulle idee ed il rispetto degli avversari politici ci auguriamo di non doverci più trovare a commentare simili iniziative e che i responsabili siano invitati a riflettere sull’importanza del ricordo delle persone che perché ognuno potesse esprimere liberamente la propria opinione hanno sacrificato la vita. [G.G.]

4/28/11 Commenti No Comments

Le bandiere fasciste a Lusiana sono un insulto alla memoria del nostro Paese

“Quando si professano certi valori sarebbe bene non trincerarsi dietro scuse che non reggono, come fatto ieri dagli esponenti della giovanile del PDL. La scusa dell’atto goliardico in risposta alle dichiarazioni di Variati non regge per un semplice motivo: la foto è stata scattata nelle stesse ore in cui Variati condannava dal palco delle celebrazioni del 25 aprile la proposta di cambiare l’intitolazione al museo della Resistenza. Quindi i casi sono due: o il bosco di Lusiana, dove sono state fatte le foto, è pieno di bandiere fasciste abbandonate e i ragazzi della Giovane Italia ne hanno raccolta una per caso, oppure se la sono portata via dalla mattina, ben prima che il Sindaco Variati parlasse. Esprimiamo quindi la nostra più ferma condanna per un gesto che, già di per sè grave, risulta un insulto alla memoria del nostro Paese se effettuato nel giorno in cui tutti dovremmo festeggiare la Liberazione dal nazifascismo.”

4/28/11 comunicato stampa No Comments

Il Giornale di Vicenza, 20.04.2011, pag. 18

4/20/11 Ritagli stampa No Comments

Una norma inutile?

Non bastavano le leggi ad personam, il caso Ruby, la malasanità, le false dichiarazioni in merito alla città dell’Aquila. Non bastavano i problemi riguardanti il nucleare, la questione di Lampedusa, le ultime barzellette del Premier. A coronare il quadro della politica italiana sono cinque nostalgici senatori. C’è da capirli, poveretti. D’altronde, riforme come quelle della Giustizia e della Scuola certo non rappresentano un materiale di difficile approccio. Così, Cristiano De Eccher, Fabrizio Di Stefano, Francesco Bevilacqua, Giorgio Bonacin e Achille Totaro (Pdl) hanno ben pensato di presentare al Senato un ddl, ossia un disegno di legge, che prevedesse l’eliminazione della XII norma transitoria della Costituzione: “E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del neodisciolto partito fascista”. Quale inutilità, una norma che tutela i cittadini dalla ricomparsa di partiti politici di dubbie basi democratiche e morali!
La giustificazione arriva prontamente. “Nessuno di noi ha mai pensato di avviare una battaglia di tipo ideologico fuori dal tempo e dalla storia. Il nostro ddl, infatti, si prefigge di intervenire su una norma transitoria che per sua stessa natura era quindi destinata, secondo la volontà dei padri costituenti, a valere per un tempo limitato.” affermano gli stessi firmatari.
Ciò che colpisce non è tanto il semplicismo della dichiarazione in sé, quanto la convinzione che questo ddl abbia un senso.
Una “Norma transitoria” si definisce tale non perché essa debba essere presa in considerazione per un lasso di tempo ben determinato, ma perché si ritiene che gli italiani sappiano farla propria, assimilarla, accettarla e desiderarla. Una norma come quella che vieta la ricostituzione di partiti, associazioni o qualsivoglia altro tipo di aggregazione sociale d’impronta fascista è da considerarsi valida dal momento stesso in cui viene scritta.  Certo, negli anni Quaranta la situazione era diversa. C’era la necessità di tutelarsi. Il partito fascista era stato sciolto da poco e i nostalgici, seppur celati, non mancavano. Ma ora, ora è tutta un’altra cosa. O così dovrebbe essere. Se una tale norma suscita ancora un così acceso interesse, allora forse dovremmo chiederci se ne sia stato colto davvero il significato.
Il desiderio di abolire una disposizione come questa sottolinea come non si è maturi per ritenerla qualcosa di assimilato, facente parte della nostra stessa identità. Se se ne fosse compresa l’importanza, nessuno si chiederebbe se abrogarla o meno. L’esistenza di un qualcosa di scritto diventa superflua agli occhi di chi ha maturato dentro sé la consapevolezza che mai più si dovrà permettere il ritorno di partiti che appoggiano un regime. Di partiti che annullano la persona in quanto tale. Di partiti che gerarchizzano la società, che si fanno beffe dell’uguaglianza, che rendono l’uomo un essere acritico e sottomesso al potere.
Cari Senatori, siete stati eletti perché possiate tenere fede ai valori incarnati dalla Costituzione.
Che si continui a rispettarli.

Samantha Pegoraro

4/11/11 Commenti 1 Comment

Il Giornale di Vicenza, 11.04.2011, pag. 14

4/11/11 Ritagli stampa No Comments