Ad ognuno la sua fetta di torta

Pare proprio sia così. Secondo un’indagine targata Vidierre, nei primi otto mesi del 2010, i partiti della maggioranza hanno occupato 130 ore nei telegiornali Rai e 82,7 ore nei notiziari Mediaset a discapito del tempo concesso ai partiti dell’opposizione, stimabile in 41,1 ore per la Rai e 14,3 per Mediaset.
Un divario notevole che conferma con maggiore pregnanza la difficile situazione in cui si trovano i cittadini, privati di un’equa affluenza di informazioni sullo svolgimento delle attività politiche da parte delle due ali del Parlamento italiano. Tale situazione oltre ad aggravare quella che già in passato sembrava potesse prospettarsi come una drastica riduzione della possibilità di informazione da parte delle testate giornalistiche, conferma ancora una volta la presenza di un sistema informativo patologico. Un sistema informativo che usa due pesi e due misure, che non si pone al servizio del cittadino, ma mette lo stesso nella condizione di non poter elaborare una propria opinione basata su fatti concreti.
La gestione dell’informazione è una delle migliori armi adottate dal governo della maggioranza per esercitare un fine controllo sul pensiero comune. E’ la presenza a creare fiducia ed è proprio questa costante visibilità a giocare un ruolo importante sul sentire generale. Un inganno studiato ad hoc, un’illusione ottica che annienta il pluralismo.
Le reazioni seguite alla pubblicazione della chiarificante indagine di cui sopra si possono riassumere nelle parole del senatore democratico Fabrizio Morri che parla di “risultati devastanti sul piano del pluralismo”, ma ancor meglio nelle dichiarazione di Roberto Rao, membro della Commissione di Vigilanza, il quale afferma: “Sono numeri preoccupanti, ma non sorprendenti per chi guarda i telegiornali”.
La richiesta di aprire un’istruttoria appare in una lettera diretta al presidente dell’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), Corrado Calabrò, e firmata da quattro dei commissari dello stesso organismo, nell’attesa che le authorities stabiliscano l’entità di eventuali sanzioni.
Al di là delle controversie di tipo amministrativo, l’indipendenza da interessi politici ed economici deve necessariamente rientrare nei principi fondamentali per un corretto uso dell’informazione, ripartendo la presenza televisiva di partiti e dirigenti secondo il principio del pluralismo. A ognuno la sua fetta di torta.
Samantha Pegoraro






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