Archives for settembre, 2010

Senza scuola non c’è futuro.

9/28/10 Materiali No Comments

Il canto degli Italiani

In questi ultimi mesi ci sono stati una serie di attacchi all’Inno di Mameli da parte di esponenti della Lega, l’ultimo non più di pochi giorni fa da parte del segretario regionale veneto Giampaolo Gobbo.

Questo “Canto degli Italiani”, come lo chiamò Mameli, viene spesso considerato solo un cimelio di patriottismo ottocentesco. E con la scusa che la melodia sembra poco più di una “marcetta” già da anni si propone di sostituirlo con il “Va’ pensiero” (anche se la famosa composizione di Verdi non contiene nel testo alcun riferimento all’Italia o alla sua storia). In realtà il valore del nostro inno non è solamente storico ma anche ideologico ed è più attuale che mai.

Mameli scrisse l’Inno d’Italia per poter comunicare a tutti i futuri concittadini gli ideali di fratellanza ed uguaglianza per cui stava combattendo; il testo deriva dal clima di fervore repubblicano degli intellettuali del risorgimento e non è limitato a situazioni locali (come potrebbe essere il Va’ Pensiero per Milano in mano agli austriaci) ma abbraccia in toto l’ideale di un’Italia unita e libera.
Insomma il nostro è un Inno per una repubblica democraticamente eletta, non per la monarchia (infatti i Savoia non lo videro mai di buon occhio).

A dispetto delle differenze regionali e locali, di cui è giusto avere rispetto, dobbiamo ricordarci che facciamo parte della stessa entità che è lo Stato Italiano per cui molti hanno dato la vita.

Se tutti lo capissero il nostro Inno sarebbe sicuramente molto più sentito.

Filippo Crimì

9/26/10 Commenti No Comments

Liberté, Égalité, Fraternité

Eugenio Scalfari, commentando la polemica riguardo alle espulsioni francesi dei Rom, ricorda che proprio dalla Francia di due secoli e mezzo fa venne esportato per il mondo quel motto che rivoluzionò la società occidentale: libertà, uguaglianza, fraternità.

E, in effetti, Sarkozy sembra dimenticare di essere presidente di quel paese che conquistò la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino, il grande passo in avanti nella storia per la libertà degli umili e degli oppressi. Incurante di cancellare, senza troppa preoccupazione nel fare doverose distinzioni, 300 campi rom in 3 mesi, incentivando l’espulsione di immigrati irregolari, punendo indiscriminatamente un’intera etnia, dichiarando un popolo pericoloso e delinquente di natura. Tutto questo curandosi poco delle critiche e dello sdegno della Commissione e del Parlamento Europeo, che attraverso la sua Convenzione vieta senza se e senza ma le espulsioni di massa. La commissaria lussemburghese Viviane Reding, è stata invitata, se tiene tanto a proteggere i rom, “a farli venire nel suo Paese, che ne accolga qualcuno il Lussemburgo”.

Fra le critiche generali dell’Europa non poteva mancare il parere controcorrente di Silvio Berlusconi, pronto a correre in difesa di Parigi a spada tratta. Come sempre, opposto alle linee guida europee. Come sempre, coprendosi di ridicolo.

In un mondo nel quale la differenza fra benestanti e umili, poveri, perseguitati è sempre più grave e vicina alle nostre realtà, misure semplicistiche e discriminatorie come quella francese non possono che aggravare un problema per il quale non si potrà mai avere una bacchetta magica. Ma la Dichiarazione del 1789 una strada ce la indica molto chiaramente. Quella che esce dalle logiche dei confini e dei diversi. Quella che ci invita a uscire dal nostro giardino. A guardare oltre.

La Fraternité, terzo elemento del motto repubblicano, è definita così:

«Non fate agli altri ciò che non vorreste fosse fatto a voi; fate costantemente agli altri il bene che vorreste ricevere».

 Giovanni Selmo

9/19/10 Commenti, dall'estero No Comments

L’8 ottobre saremo in piazza per manifestare contro la riforma Gelmini

I Giovani Democratici aderiscono alla manifestazione nazionale indetta per l’8 ottobre dalla Rete degli Studenti per protestare contro la riforma Gelmini. Ci saremo non solo per dire no ad una riforma che si fatica a definire tale, visto che si tratta in realtà di un insieme di tagli lineari scriteriati, ma anche per presentare le nostre proposte per una scuola diversa.
Distribuiremo agli studenti, fuori dalla scuole e nel giorno della manifestazione, volantini con le nostre proposte per una possibile controriforma della scuola, per dimostrare che non è vero che non si poteva fare di meglio in tempo di crisi. Ma soprattutto per affermare un concetto: basta con la visione della scuola come una vacca da mungere quando mancano i soldi per chiudere la Finanziaria. Ogni anno si ripete la stessa storia: Tremonti non trovando i soldi da destinare ad opere indispensabili come il Ponte di Messina (8 miliardi di euro) o i 131 cacciabombardieri (46 miliardi) comprati dall’esercito nell’anno in corso, chiama la Gelmini e le spiega che è assolutamente necessario tagliare sull’istruzione. La ragazza, solerte come non mai, in soli due anni e mezzo è riuscita a portare all’amico Giulio 20 miliardi: tutto questo in un Paese che figura già al penultimo posto nella classifica dell’Ocse per gli investimenti per l’istruzione. C’è però una consolazione: nonostante la sua infinita fantasia crediamo che nemmeno la signora Gelmini saprebbe più cosa tagliare l’anno prossimo, a meno che non pensi di vendere i banchi. Speriamo di non averle dato un’idea.

Giacomo Possamai

9/17/10 comunicato stampa No Comments

A scuola col Carroccio

Si ricomincia. Oggi otto milioni di studenti italiani tornano tra i banchi di scuola. Le polemiche contro il ministro Gelmini e il suo pensiero passatista, che non considera l’istruzione la base dello sviluppo di una società, non sono cessate e non cesseranno. Nel mezzo della confusione mediatica del primo giorno di scuola è forse però passata in secondo piano la notizia dei 650 studenti del nuovo polo scolastico di Adro costretti a far lezione in condizioni del tutto anomale. La piccola cittadina in provincia di Brescia, amministrata dalla Lega Nord, ha fatto costruire la nuova struttura scolastica da un’impresa locale, la quale ha ricevuto in cambio delle strutture abbandonate da trasformare in appartamenti. Scuola nuova a costo zero per lo Stato, ma con una particolarità di non poco conto. Gli studenti dovranno infatti sedersi in classe e fare lezione completamente attorniati da simboli leghisti. Il Sole delle Alpi compare in maniera ossessiva sul posacenere all’entrata, su ogni banconei disegni stilizzati sulle vetrate, ecc. La scuola è stata intitolata a Gianfranco Miglio, l’ideologo della Lega morto nel 2001 il cui nome compare anche sugli zerbini, in cui ovviamente è presente il Sole, quasi a ricordare che si sta per entrare non in una scuola pubblica qualsiasi ma nella roccaforte dell’”istruzione padana”. E’ tristemente noto che ai dirigenti del partito di Bossi interessi di più l’insegnamento del dialetto a scapito dell’inglese o dell’italiano, ma il livello raggiunto con la marchiatura politica di questa scuola va ben oltre queste provocatorie prese di posizione e dovrebbe farci riflettere non poco sullo spirito democratico e liberale del Carroccio. E’ ammissibile entrare in una scuola e vedere ovunque simboli di partito? Non è una questione di sinistra o destra ma di semplice rispetto nei confronti degli studenti e dei genitori che pagano le tasse per garantire ai propri figli un’istruzione super partes. Oscar Lancini, il sindaco di Adro e personaggio già diventato famoso per aver lasciato a pane e acqua certi alunni che non avevano potuto permettersi il pagamento della mensa, si giustifica affermando che il Sole delle Alpi non è un simbolo leghista ma di identità locale, nascondendo malamente la volontà di politicizzare l’istruzione nel nuovo istituto. Amministrare una cittadina difendendone la realtà locale, dall’ambiente alla tradizione, non ha niente a che vedere con questa logica di regime applicata dal primo cittadino, che forse si dimentica che la prosperità della tanto lodata Repubblica di Venezia si fondava su solide basi di concordia civile e di pluralità di pensiero.

Alberto Carpenedo

9/13/10 Italia No Comments

Un esempio di politica fatta col cuore.

Leggenda vuole che uno scrittore americano si sia fermato ad Acciaroli (Salerno) per scrivere Il vecchio e il mare. Da oggi, Acciaroli non sarà più la città di Hemingway, ma la città di Angelo Vassallo, il sindaco che non ha avuto paura di amare fino in fondo la sua terra. Un uomo che era già stato sindaco del comune di Pollica, ma nella scorsa tornata elettorale si era candidato da solo con una lista civica, pur sempre nell’ambito della coalizione di centro-sinistra, sempre pronto ad essere esempio di legalità, sempre in prima linea.
Angelo quella prima linea l’ha pagata. Con ben 9 colpi di calibro, a pochi metri da casa… “Lo hanno lasciato solo e abbandonato”. Sarebbe così facile dire che questo vile agguato, mai alla luce del sole del nostro amato Sud, è in perfetto stile camorra. Una volta tanto, sarebbe così facile da dire: camorra. E ripeterlo dentro di sé più e più volte: camorra, camorra, camorra. Senza paura. Per capire che siamo tutti colpevoli se non facciamo qualcosa. Oggi i titoli dei giornali sono tutti puntati su Palazzo Grazioli. Domani, in parte, lo saranno ancora. E dopodomani? Dopodomani dovrebbero essere dedicati alle centinaia di sindaci meridionali che, quotidianamente, si confrontano con situazioni scomode, sporche, con pressioni pericolose. È chiedere troppo? Potrebbero essere dedicati a coloro che combattono gli abusi edilizi, a coloro che mettono le multe contro i mozziconi di sigaretta gettati per terra, a coloro che tutelano il paesaggio valorizzando le tradizioni locali. Cose semplici che fanno la differenza della qualità della vita; altro che patti di legislatura.
La criminalità organizzata si distrugge creando senso civico. Questo esercito di amministratori locali che non guadagnerà mai il posto in parlamento, continuerà a lavorare per i propri comuni, anche senza titoli, anche senza foto con i leader di partito.  Si sentiranno soli come oggi, dopo la morte brutale di un loro collega, ma non avranno paura. E regaleranno alle loro comunità piccole grandi emozioni, da vivere senza troppe fanfare, nella calma di una sagra di paese.

Ma la tua vita adesso puoi cambiare solo se sei disposto a camminare, gridando forte senza aver paura contando cento passi lungo la tua strada…

Grazie Angelo per esser stato un NOSTRO compagno di lotta.

Barbara Michelin

9/7/10 Italia 1 Comment