Un partito maggioritario entro 10 anni. Per il cambiamento democratico in Veneto.
Documento-Odg dei giovani delegati under 35 all’Assemblea Regionale
0. Siamo qui, insieme, per progettare e costruire il Partito Democratico che sia maggioritario in Veneto di qui a 10 anni, futura forza di governo alternativa, rovesciando gli attuali assetti culturali e politici. Ci impegniamo a lavorare in tutte le direzioni per raggiungere questo obiettivo, la nostra missione, la nostra responsabilità di una generazione. Per questo, lavorando per l’unità del partito -responsabilità prima del segretario e di noi tutti dirigenti- deposte le differenze di mozione del congresso che si avvia alla conclusione, poniamo questi obiettivi prioritari per il Partito democratico del Veneto.
1. Rinnovamento e responsabilità. Generazionale, e non solo. In tutti gli organi dirigenti, si uniscano giovani generazioni e autorevolezza, seguendo la via maestra del merito e delle competenze. Solo così si potrà avere un gruppo dirigente coeso, un gruppo di lavoro di persone autonome, riconosciute e che si stimino tra loro. Basta personalismi e sì a posizioni chiare e unite, raggiunte attraverso la discussione democratica che ci caratterizza.
2. Innovazione. Il Partito deve percorrere nuove strade organizzative, da affiancare a quelle tradizionali. Per esempio: radicamento attraverso il web; razionalizzazione “scientifica” dell’organizzazione del lavoro politico; le sedi dei circoli come centri di ascolto al servizio dei cittadini.
3. Formazione diffusa. C’è bisogno di una cultura politica condivisa; attraverso la quale i giovani possano imparare a rappresentare, amministrare e governare il territorio.
4. Radicamento capillare. Lanciare subito una campagna di radicamento nelle scuole, università e luoghi di lavoro, responsabilizzando nell’iniziativa il movimento giovanile, e i circoli territoriali del partito, in collaborazione con le associazioni di area progressista che lavorano nei diversi ambiti sociali.Possiamo immaginare una costituente veneta dei circoli del lavoro e dei luoghi d’aggregazione? Bisogna inoltre spingere sul radicamento territoriale, nelle zone periferiche dove il PD non esiste, creare nuovi circoli, promuovere assemblee e iniziative culturali.
5. Buon uso delle risorse. Autofinanziamento, prima di tutto. Il Parito eviti poi i finanziamenti a pioggia, si punti su quelli a progetto. Si investa sui circoli delle zone dove più abbiamo difficoltà a radicarsi. E sui progetti innovativi e creativi capaci di dare novo slancio all’organizzazione.
6. Importare le buone pratiche. Favorire il confronto con le altre realtà progressite europee, e con i governi di centrosnistra, anche a livello comunale: vedere le buone pratiche e riportarle in Italia.
7. Un movimento giovanile autonomo, forte e coeso. Che affianchi con libertà il partito e abbia come primo compito quello di radicare le idee e l’organizzazione democratica tra le giovani generazioni, anche costituendo gruppi attivi diffusi, nei luoghi di socializzazione, anche interloquendo con le realtà aggregate e di rappresentanza preesistenti. Per fare questo ci vogliono fondi consistenti dal Partito. Da erogare non a pioggia, ma a progetto, per favorire la responsabilità sulle risorse.
8. Comunicazione articolata ed incisiva. I nostri messaggi divengano più efficaci. Si individuino alcuni temi ben definiti, ai quali crediamo in modo fermo e convinto e si costruiscano campagne di “durata”, che riprendano ogni determinato argomento in modo continuativo e su più canali (dai cartelloni ai comunicati stampa, dal volantinaggio a Facebook, a youtube ecc.). In ogni caso Internet non basta: si punti in particolare su una campagna costante di affissioni di manifesti dai centri alle periferie delle città; fino ai piccoli paesini: puntiamo ad una rinnovata arte grafica politica -che valorizzi le immagini e non solo la parola scritta- capace di colpire l’attenzione dei passanti, dei cittadini.
9. Sobrietà della politica e delle candidature. Non condividiamo le scelte “pubblicitarie” in materia di candidature: queste devono essere espressione dei territori, scelte in modo federale. Devono rispecchiare un’idea di serietà e sobrietà della politica, rinnovando la vicinanza alla gente, respingendo il tentativo di ridurla a “casta” e “ceto” autoreferente e privilegiato.
10. Lavoro. Vogliamo rilanciare una “cultura del lavoro” e dell’emancipazione sociale attraverso esso, per scalzare l’egemonia culturale di destra. Emerge la necessità di fare perno su un blocco sociale di riferimento, attorno al quale elaborare la nostra proposta politica: quello composito dei lavoratori, privati e pubblici, degli artigiani, dei piccoli imprenditori, dei precari. Si riavvii un confronto profondo, attivo e proficuo, con le organizzazioni dei lavoratori, nonché con le organizzazioni datoriali, stando innazitutto dalla parte dei più deboli. E’ indispensabile una cooperazione con queste forze sulle necessarie riforme dei meccanismi che regolano le relazioni industriali e lo stato sociale.
11. Diritti civili e nuova cittadinanza. Combattere in maniera adeguata ogni forma di discriminazione quali omofobia e razzismo. A questo fine c’è bisogno di una linea politica regionale che incoraggi ogni livello amministrativo (regione, provincia, comune) a varare mozioni contro l’omofobia, come già fatto da altri comuni italiani in questi giorni. Si punti a politiche territoriali di integrazione degli “stranieri”, nuovi cittadini. Si immagini una legge regionale sulla partecipazione, per favorire nuove forme di democrazia deliberativa. In attesa di una legge nazionale si cerchino di realizzare, laddove si amministri, forme di riconoscimento per le coppie di fatto.
12. Società aperta, della conoscenza e dello sviluppo sostenibile. Ci battiamo per la società della conoscenza e per uno sviluppo sostenibile basato su green economy e attenzione agli equilibri ambientali. Siamo per una società aperta, sbloccata, dove sia possibile per un giovane avanzare nella scala sociale: cominciamo ad applicare questo principio all’interno del partito, ad applicarlo davvero intendiamo, e sarà più facile portarlo anche fuori.
Cominciamo dal Veneto, per il cambiamento in Italia,
HANNO CONTRIBUITO O SOTTOSCRIVONO IL DOCUMENTO
I SEGUENTI DELEGATI
Matteo Avogaro (Verona) – Susanna Beltrame (Verona) – Michele Fiorillo (Verona) – Francesco Frapporti (Verona) – Elisa La Paglia (Verona) – Camilla Mariotto (Verona) – Alessia Rossignoli (Verona) – Stefano Vallani (Verona) – Diego Zardini (Verona) – Giuliano Bonato (Verona, delegato nazionale) – Francesco Maganino (Verona, delegato nazionale) – Elisa Cavalli (Vicenza) – Elisabetta Fortuna (Vicenza) - Enrico Peroni (Vicenza) – Giacomo Possamai (Vicenza) – Alberto Simoni (Vicenza) – Marta Tonin (Vicenza) – Andrea Zorzan (Vicenza) - Massimo Bettin (Padova) – Matteo Corbo (Padova) – Nona Evghenie (Padova) - Fabio Pagini Rizzato (Padova) - Chiara Pittelli (Padova) – Simone Sartori (Padova) – Vincenzo Cusumano (Padova, delegato nazionale) -Andrea Barazzuol (Treviso) – Davide Masocco (Treviso) – Nicolò Rocco (Treviso) – Erika Torchiaro (Treviso) - Valerio Tabacchi (Belluno) – Francesca Bressanin (Venezia) – Matteo Celegato (Venezia) – Nicola Firla (Venezia) – Elisa Pettoello (Venezia) – Elena Spolaore (Venezia) – Leonardo Tiengo (Venezia) – Gianluca Mimmo (Venezia, delegato nazionale) - Filippo Silvestri (Rovigo, delegato di diritto).
Un momento ...
Che effetto vi fa a tutti voi vedere (FRANCISCO FRANCO CAUDILLIO PAR LA GLORIA DE DIOS), sempre sorridente a sfottervi a fianco delle menate che scrivete? A me fa un po schifo, ma proviamo a chiedersi chi è che ve lo mette, sempre li con i denti aguzzi pronto a ringhiare ed a mordervi, io lo chiederei ad uno dei partner della gestione di sckai, e questo Signore abita in Vaticano.
RIGONI GIUSEPPE
ED ecco la scintilla che in molti aspettavano, e come al solito scocca a Milano, e voi giovani a lasciarvi insultare, perchè quando rivendica due palle.. afferma l’inconsistenza delle vostre. dieci anni per il maggioritario? Vedete quando su nella montagna la palla fa i primi giri, nessuno la teme, ma pochi secondi dopo è già diventata una valanga, ed io che sono vecchio, ma poco saggio spero solo per tutti voi giovani, che sia fermata in tempo RIGONI GIUSEPPE