All the right in the world

Il Premier Silvio Berlusconi si ostina a non rispondere alle dieci domande che Repubblica gli ha posto sul caso Noemi. Domande legittime in qualsiasi paese democratico, perché intendono chiarire una vicenda che ha molti lati oscuri, su cui Berlusconi ha rilasciato dichiarazioni parziali e contraddittorie.

Il Guardian nei giorni scorsi ha pubblicato un editoriale intitolato “In praise of… La Repubblica” in cui elogia il lavoro di Repubblica e difende il diritto della stampa di porre quelle domande al Presidente del Consiglio.

Nessun altro leader democratico avrebbe potuto ignorare i quesiti su questa amicizia nel modo in cui lo ha fatto Berlusconi. [....]
Finora, il suo solo gesto per dare spiegazioni è stato di apparire in un talk show il cui ossequioso presentatore gli ha lasciato pronunciare un monologo autogiustificativo. Ma quando un giornalista di Repubblica ha provato a fargli una domanda questa settimana, Mr. Berlusconi ha perso le staffe. “Che diritto ha di fare domande?”, ha gridato. La risposta, in una società democratica, deve essere: “Tutti i diritti del mondo”. Repubblica sta combattendo una battaglia solitaria e merita sostegno.

24/05/2009 Italia Commenti

3 commenti

  • Giovanni Selmo scrive:

    Non so se avete letto l’inchiesta di Repubblica, intervistavano fra gli altri l’ex fidanzato di Noemi Letizia.Risulta che il premier(il papi) abbia una passione per le giovani ragazze, una passione quasi ossessiva, se ne circonda,le chiama,le invita e via dicendo. Sarà il suo fascino

  • Nicolò Corrà scrive:

    E ci sorprendiamo ancora?! E ancora Diamo corda a Berlusconi sul fatto di Noemi così l’attenzione si concentra su questo fatto potendo tralasciare la mancanza di soluzioni per i problemi VERI del paese?! In questo caso mi spiace ma preferisco il tipo di opposizione che fa Casini cercando di richiamare il dibattito politico su contenuti più utili al paese ed alla sua gente tutta.

    Per quanto “pruriginoso” e dunque estremamente interessante per l’italico popolo come argomento e per quante siano giuste le affermazioni del Guardian quando asserisce che in nessun altro paese democratico un leader sarebbe ancora in carica dopo uno scandalo come questo; solo l’ultimo in ordine cronologico, tra le altre cose. Per farsi i “caz*i” degli altri esistono le testate tipo Chi, Dove (mi stupisco non abbiano ancora inventato Cosa, Come, Quando e Perchè come settimanali) o Facebook, tanto per essere 2.0 e “wired”, mentre ritengo che giornali “seri” come Repubblica, Il Corriere della Sera ed altri dovrebbero pensare a fare informazione, non gossip.
    Ma in fondo di cosa ci si stupiamo? L’Italia ed il suo popolo è stata capace di eleggere onorevoli due pornostar, non stupiamoci troppo se la nostra democrazia sta andando a putta*e.

  • Della vita privata di Berlusconi, in realtà, mi interessa poco. Gli scoop di Repubblica sono serviti più che altro a sua moglie per decidersi a chiedere il divorzio. A me, semplice cittadino, basta sapere che egli ha più volte mentito sui dettagli di questa storia. Clinton ha rischiato l’impeachment per non avere detto la verità sulla sua relazione con la Lewinsky. Il gossip c’entra poco, un capo di stato o di governo non può mentire e basta.

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