15 agosto 2010: 66° anniversario dell’eccidio nazifascista di Malga Zonta
Il 15 agosto ’44 17 giovani partigiani furono barbaramente uccisi dai nazifascisti a Malga Zonta. Per il 66° anniversario della strage, l’orazione ufficiale sarà tenuta da Rosy Bindi, Vice Presidente della Camera e Presidente del Partito Democratico. Partecipiamo!
Se tutti si dicono progressisti

Ormai è diventata una sorta di moda, una tattica per piacere agli elettori, un metodo per suscitare fiducia e per apparire riformisti e innovatori. Il termine “progressismo” sembra essere, forse per questioni etimologiche della parola, quel qualcosa che fa apparire un qualsiasi politico portatore di un’aria di cambiamento che serve al Bel paese. Ma basta poco per rendersi conto di come sia usato a sproposito, di come esponenti di partiti conservatori di destra lo facciano proprio senza motivo e in maniera alquanto ipocrita. Se riflettiamo qualche istante sul significato della parola possiamo arrivare a capire che il suo utilizzo non può essere esteso con tanta facilità e pressappochismo a un qualsivoglia movimento politico e culturale.
Tentiamo di fare una rapida analisi del suo preciso significato e veniamo alle conclusioni. Aprendo un comune dizionario della lingua italiana come lo Zingarelli troviamo, alla voce “progressista”, seguace, sostenitore di idee e movimenti innovatori in campo politico, economico, sociale. Il termine deriva da “progresso”, latino progressus, cioè passo in avanti, cammino, e per estensione avanzamento, miglioramento. I più grandi movimenti politico-ideologici che si basano sul progressismo sono quindi improntati sulla volontà di innovare la società con una proiezione verso il futuro, e quindi sul lungo periodo, con l’obiettivo di seminare oggi per raccogliere domani. Non esiste progresso, non esiste innovazione senza la consapevolezza che è impossibile, in una società articolata e complessa come quella odierna, ottenere tutto e subito e pensare di andare avanti soltanto risolvendo il problema immediato, raccapezzando e sistemando solamente ciò che già esiste. Il progresso sta in questo, nell’essere consapevoli e nell’agire con un progetto politico che non deve essere avido di ottenere risultati nel breve periodo ma che deve saper trasformare in servizi e opere concrete le esigenze delle nuove generazioni. Tutto ciò non presuppone la cancellazione di principi valoriali validi in ogni contesto storico, perché la moralità, l’onestà e il rispetto devono essere alla base del vero progressismo, mirato non alla rimozione del passato ma alla lettura attenta di ciò che serve in futuro. Energia alternativa e progresso sostenibile, centralità del lavoro e previdenza sociale, diritti civili e fiducia verso i giovani sono solo alcuni dei temi che dovrebbero caratterizzare un partito progressista. E se diamo un’occhiata all’attuale panorama politico italiano, mi convinco sempre di più che i veri progressisti siamo noi Democratici.
Alberto Carpenedo
Ricordando Luigi Meneghello
Ricorreva ieri il terzo anniversario della morte di Luigi Meneghello.
Romanziere, linguista, insegnante, politico, partigiano, Gigi ha sostenuto per tutta la vita e dimostrato con la propria opera la necessita’ di contrastare ogni macchina retorica per restituire all’uomo libertà e dignità.
Nel suo lavoro, parola che odiava, Gigi ha trasposto in chiave poetica l’insegnamento di Antonio Giuriolo ed esposto le vicende di quarant’anni d’Italia senza mai salire in cattedra.
Una voce di cui si sente la mancanza, una pacatezza intellettuale e umana ormai sempre piu’ rara.
Gigi è per noi tutti quello che semplicemente si può chiamare un esempio.
Invito, come sempre, a ricordarlo leggendo qualche sua pagina.
Ciao Gigi, continui a mancarci.
Tommaso Lovato
Dal Molin, una vittoria di Variati e di chi ha lottato per la difesa del nostro territorio
Quella di oggi è una vittoria di Variati, della sua amministrazione e di tutti quegli uomini e quelle donne che negli ultimi anni hanno svegliato questa città dal torpore in cui era avvolta, manifestando e lottando per i valori della pace e della difesa del nostro territorio. Il futuro Parco della Pace e la progettazione della tangenziale Nord saranno due pietre miliari nella Vicenza di domani: da un lato un parco dal valore sia simbolico, dal momento che sarà vicino alla base americana, sia sociale, in una città che sconta la mancanza di spazi verdi e di aggregazione; dall’altro un’arteria fondamentale che concluderà finalmente l’anello delle tangenziali attorno alla città e che consentirà di diminuire la piaga del traffico di attraversamento in città.
Parco della Pace e tangenziale Nord sono i due primi ma importanti passi per iniziare il risanamento della ferita inferta alla città dall’amministrazione Hüllweck, che per anni nascose ai vicentini la possibilità della costruzione di una nuova base in città negando loro il diritto di essere informati, che è alla base di ogni moderna democrazia.
Giacomo Possamai
Federico Ginato riconfermato segretario provinciale del Partito Democratico
Si sono chiusi in questi giorni i quasi 80 Congressi di Circolo del Partito Democratico vicentino che hanno rinnovato la dirigenza locale con l’elezione dei nuovi Segretari di Circolo e del Segretario provinciale. Gli iscritti, in un congresso che ha visto una buona affluenza alle urne (quasi il 60% degli aventi diritto), hanno scelto di rinnovare la fiducia a Federico Ginato che aveva sostituito, in qualità di segretario pro tempore, Rosanna Filippin dopo la sua elezione a Segretario regionale. Ottimo il risultato personale di Ginato che ha ottenuto il 76% dei consensi contro il 24% ottenuto dall’altro candidato Luigi Creazzo. “E’ un risultato che mi consente di guidare il partito con una forte legittimazione della base e con una maggioranza solida” – commenta il neosegretario – “Nel mio programma ho parlato di questioni concrete e credo che questo sia stato apprezzato. Mi aspetta un mandato di 4 anni e ritengo sia un arco di tempo sufficiente per lavorare con tranquillità e misurarsi sui risultati. Nei prossimi mesi intendo rafforzare e rilanciare l’azione del PD su temi centrali per la nostra provincia come il lavoro, l’ambiente e la viabilità. Attorno a questi questioni chiavi costruiremo percorsi di partecipazione che coinvolgeranno la società vicentina per arrivare a proposte in grado di delineare un futuro per il nostro territorio che ci appaia finalmente un po’ meno grigio. Sono convinto che il PD si radicherà sempre più nella società nella misura in cui sarà in grado di dare risposte ai problemi dei cittadini, questa è la sfida che siamo chiamati a vincere.”




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