Gli studenti che discutono vanno incoraggiati, non attaccati sui giornali

Noi Giovani Democratici del Circolo “Gian Attilio Dalla Bona” della Valle dell’Agno abbiamo letto con particolare dispiacere quanto dichiarato dal Cons. Carlo Fongaro della Lega Nord al Giornale di Vicenza del 24 gennaio 2012, definendo «scandalosamente faziosa» un’assemblea d’Istituto sulla Strada Pedemontana Veneta organizzata con impegno dai Rappresentanti degli Studenti del Liceo “G.G. Trissino” di Valdagno. Sappiamo bene come sia difficile al giorno d’oggi affrontare in maniera seria e con relatori preparati argomenti complessi come la SPV e crediamo che gli studenti che si danno da fare per informare i loro coetanei vadano incoraggiati, non attaccati sui giornali al solo scopo di guadagnare un po’ di visibilità per sé e per il proprio Partito. Consigliamo inoltre al Cons. Fongaro ed alla Lega Nord di cui è capogruppo un’approfondita lettura del D.P.R. 297/94, nel quale si stabilisce chiaramente che «le assemblee studentesche nella scuola secondaria superiore costituiscono occasione di partecipazione democratica per l’approfondimento dei problemi della scuola e della società in funzione della formazione culturale e civile degli studenti» e che in queste assemblee «può essere richiesta la partecipazione di esperti di problemi sociali, culturali, artistici e scientifici, indicati dagli studenti». Per questo, bene ha fatto il Dirigente scolastico Gasparotto a ricordare che le assemblee sono un diritto degli studenti. Piuttosto di prendersela con gli studenti che si impegnano per i propri coetanei e di tirare in ballo un’Amministrazione Comunale che nulla centra con le assemblee studentesche, invitiamo il Cons. Fongaro a darsi da fare presso la Regione Veneto e la Provincia di Vicenza (entrambe governate da leghisti, suoi colleghi di Partito) per reperire i fondi necessari all’edilizia scolastica della nostra zona, quella sì una necessità sempre impellente.

Alberto Carpenedo e Alberto Trivelli
Coordinatori del Circolo “Gian Attilio Dalla Bona”
Giovani Democratici della Valle dell’Agno

25/01/2012 comunicato stampa 1 commento

Biblioteca Bertoliana: le nostre proposte

Nella mattinata di giovedì 19 gennaio, si è svolto un incontro tra il Presidente della Biblioteca Bertoliana, il direttore Giorgio Lotto, l’assessore alla Cultura Francesca Lazzari e i segretari provinciale e cittadino dei Giovani Democratici Giacomo Possamai e Stefano Poggi. Tema dell’incontro la situazione delle aule studio della Biblioteca Civica, in particolare nelle due strutture centrali di Palazzo San Giacomo e Palazzo Costantini.

“Abbiamo sottoposto all’amministrazione comunale e della Biblioteca alcuni dei problemi che affliggono le aule dove studiano gli studenti universitari e delle superiori della nostra città – spiegano Giacomo Possamai e Stefano Poggi – Molti sono problemi di natura logistica e organizzativa, prima che culturale. Ad esempio, va risolta la situazione annosa dei bagni, che sono ormai diventati i servizi pubblici del centro storico, creando ovviamente una situazione di difficile gestione. Abbiamo poi proposto un aggiustamento degli orari, proponendo un allungamento fino alle 20 dell’orario della sede di Palazzo San Giacomo e l’apertura di una delle due sedi il sabato pomeriggio, che è attualmente scoperto. Rendendoci conto della mancanza di fondi e del taglio dei trasferimenti pubblici alle strutture bibliotecarie di tutto il Paese, abbiamo avanzato l’ipotesi che siano gli studenti, magari costituiti in associazioni, a garantire l’apertura degli spazi negli orari aggiuntivi se, per motivi di budget, non fosse possibile ampliare il servizio con il personale in organico. Un’ulteriore ipotesi sarebbe, tramite un accordo con l’università, inserire la Bertoliana tra gli spazi all’interno dei quali è possibile usufruire del bando delle 150 ore di collaborazione. Altra esigenza è quella di dotare i tavoli di palazzo San Giacomo di prese elettriche per consentire l’utilizzo dei pc portatili, utili se non necessari, per molti studenti che seguono determinati corsi di laurea”.

“Siamo stati molto contenti dell’incontro. Abbiamo trovato grande ascolto ed attenzione da parte dell’amministrazione comunale e della dirigenza della Bertoliana – affermano i due segretari – Ci è stato garantito il massimo impegno per migliorare la situazione, compatibilmente con la situazione economica delle finanze pubbliche di cui tutti siamo a conoscenza. Ci è stato inoltre chiarito che l’obiettivo è la costruzione, nei prossimi anni, di un nuovo grande polo bibliotecario moderno dove oggi sorge la scuola media Giuriolo. E quindi le soluzioni che si adotteranno saranno rimedi “tampone”, perché le strutture antiche, che oggi accolgono la Bertoliana, non consentono interventi strutturali. Tuttavia crediamo che, almeno alcune delle cose che abbiamo indicato, siano risolvibili tramite un esborso di denaro non eccessivo. Pensiamo che una città universitaria, quale Vicenza ambisce ad essere, debba garantire agli studenti un’offerta di spazi adeguata alle loro esigenze. Anche per questo ci siamo resi disponibili, così come avviene a Padova e in molte altre realtà universitarie, ad aiutare, tramite il volontariato dei ragazzi, nelle situazioni in cui non sia possibile trovare la copertura economica, come l’allungamento degli orari di apertura.”

22/01/2012 comunicato stampa Lascia un commento

Il cotechino della signora Monti

Il 2011 si era aperto con il Ruby-gate. Il 2012 con un presunto Cotechino-gate improvvidamente denunciato da un intenditore di maiali e porcate come il senatore Roberto Calderoli. Il primo scandalo ha portato il nostro Paese sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo con il primato di avere un premier rinviato a giudizio per prostituzione minorile. Il secondo, che secondo la ricostruzione calderoliana si sarebbe perpetrato con una festa privata tenutasi il 31 dicembre a Palazzo Chigi, è stato invece prontamente smontato da un serissimo e al tempo stesso esilarante comunicato della Presidenza del Consiglio.

“Anni e anni passati a discutere di come gestire politicamente Bossi e la Lega, arriva questo e ce lo spiega in trenta righe” scrive Francesco Costa su Twitter.

Il segno del cambiamento è anche nello stile. [G.Pe.]

4/01/2012 Commenti Lascia un commento ,

Lettera aperta a Luca Zaia sulla cittadinanza ai figli di immigrati

Egregio Presidente Zaia,
leggo con un filo di dispiacere e disappunto le sue dichiarazioni in merito alla questione della cittadinanza ai figli degli immigrati. Leggo che “Di sicuro, l’attuale regime, legato al diritto di sangue, preserva la necessità che abbiamo e che vogliamo conservare di mantenere integra la nostra identità e di salvaguardare la continuità culturale con le nostre radici.” e proprio su questa frase che vorrei concentrare la mia riflessione.
Mi permetta una domanda. Conserva e mantiene integra la nostra identità e salvaguarda la continuità delle nostre radici di più un nipote di un veneto emigrato dai 40 ai 70 anni fa in Brasile, Argentina, Canada (giusto per citare i 3 stati con un forte flusso immigratorio veneto nel ’900) nato e cresciuto in quei paesi e che, ritengo, della lingua, del dialetto, degli usi e dei costumi conosce ben poco o forse è più rappresentativo di quest’identità e di queste radici un figlio di un immigrato che è nato e cresciuto in veneto a contatto con la cultura e la lingua italiana, e con il dialetto veneto?!
Certo. La legge attuale, la Legge Mancino del 1992, permette di fare richiesta di cittadinanza a chi risiede in italia, regolarmente, da più di dieci anni o, e in pochi lo sanno, per gli stranieri nati in Italia che non abbiano lasciato il paese per più di 90 giorni la possibilità di optare per la cittadinanza italiana rinunciando a quella di origine. Il problema, in questo caso, risiede però nell’iter di esamina ed approvazione delle richieste che, da esperienze riferitemi, è alquanto lungo (parliamo di oltre tre anni) e complesso.
In secondo luogo lei asserisce che non abbiamo certo bisogno di attirare immigrazione. Ciò può esser vero, anche se poi ad ogni decreto flussi la domanda di ingressi supera di gran lunga le quote assegnate, ma, personalmente, credo che riconoscere a chi è nato e cresciuto sul territorio italiano il diritto di cittadinanza e quindi di partecipazione attiva alla vita del paese essendo soggetto anche a pari diritti e non solo a pari doveri rispetto al cittadino italiano sia un passaggio obbligato sulla via dell’integrazione.
Citando le sue parole ”…ricordo che, dove prevale, come negli Stati Uniti, nazione di immigrati, il diritto di cittadinanza legata al suolo, esistono normative draconiane che limitano l’ingresso e regolamentano la residenza. Norme che, se fossero applicate da noi, darebbero la stura a vere e proprie sollevazioni popolari. Mi auguro che nessuno pensi all’Italia come a un parco giochi dove si possa entrare e uscire a proprio piacimento.” mi sento di risponderle che nessuno di noi pensa all’Italia come un parco giochi dove si entra ed esce a piacimento, anche perchè sono affermazioni che si riferiscono alla questione dell’immigrazione in generale; un discorso molto più ampio rispetto a quello che si sta affrontando in questo dibattito, che ne costituisce un aspetto specifico.
Tralasciando questo tentativo di “sviare il discorso” mi sento di risponderle che le normative italiane in fatto di immigrazione sono, a mio avviso, giuste e nessuno le sta criticando e nessuno sta minimamente pensando di introdurre le normative statunitensi, quali la ”lotteria di ingresso”, in merito all’immigrazione che, dati alla mano, non hanno certo portato grandi risultati, ma anzi hanno favorito l’immigrazione clandestina. Quel che ci interessa “importare” da paesi come gli Stati Uniti e la Francia è il concetto che chi nasce e cresce nel Paese ha diritto di essere cittadino al pari di chi, avendo parenti cittadini (siano essigenitori, nonni o bisnonni) dell’Italia non ha mai consciuto la lingua ed imparato gli usi e costumi se non dai racconti, spesso sbiaditi dal tempo.
Nicolò Corrà

24/11/2011 Italia Lascia un commento

Sulla manifestazione degli “studenti indignati”

“Non sappiamo se ridere o piangere, di fronte alle argomentazioni portate dai cosidetti “Studenti Indignati” (che in realtà non ha nulla di spontaneo, essendo nient’altro che un cartello costituito da Rete degli Studenti, Coordinamento Studentesco e Collettivo). Il nodo della questione non è che certa informazione (ma chi, poi?) ha nascosto le ragioni della protesta, parlando del lancio delle uova – sostiene Giacomo Possamai, segretario provinciale GD – Il punto è proprio l’opposto: quando l’obiettivo principale diventa fare notizia, provocare scontri e ottenere la ribalta mediatica, invece di portare avanti le proprie idee in modo democratico, è scontato che il lancio delle uova finisca per nascondere le ragioni della protesta. E questa cosa, le tre sigle studentesche che hanno organizzato la manifestazione lo sanno benissimo, perché organizzano da anni i cortei e gli scioperi nella nostra città. Per cui, evidentemente, era nel loro stesso interesse fare notizia lanciando uova contro le banche (e non solo, visto che ci risulta che alcune uova siano entrate dentro alle case che avevano le finestre aperte). Noi rivendichiamo e sosteniamo, con orgoglio e convinzione, il principio che l’unica modalità di manifestare sia quella pacifica, che non arreca disturbo agli altri. Infine, sorprende trovare in questa compagnia la Rete degli Studenti, da sempre concorde con noi sull’evitare qualsiasi gesto che vada oltre i cortei pacifici. Notiamo, infatti, una grande differenza tra quello che la Rete degli Studenti del  Veneto ha dichiarato in merito alla manifestazione di giovedì e quanto invece dichiarato dalla Rete vicentina. Speriamo che si parlino presto e chiariscano l’equivoco.”

“E’ semplicemente una bugia che non abbiamo partecipato al percorso assembleare che ha condotto all’organizzazione della manifestazione. Ho seguito personalmente tutta la fase di preparazione della manifestazione, partecipando agli incontri – spiega Angela Tessarolo, responsabile Scuola dei GD – Quando abbiamo capito la mal parata e la premeditazione nella volontà di lanciare uova in centro storico e di creare tensione, abbiamo deciso immediatamente di non aderire.  Stilare una classifica dei violenti, come provano a fare gli Studenti Indignati, inserendoci Chiamparino e Marchionne, è un esercizio ridicolo. Questo governo si è presentato nel migliore dei modi e gode di una grande fiducia in Parlamento e nel Paese: diamogli il tempo di lavorare prima di giudicare. Noi abbiamo fiducia e crediamo che possa essere in grado di risolvere molti dei gravi problemi che attanagliano la scuola italiana. Se ci permettete, passare dalla Gelmini, che pensava che i neutrini passassero in appositi tunnel dal Cern al Gran Sasso, al Presidente del CNR Profumo, è pur sempre un bel salto in avanti”.

22/11/2011 comunicato stampa Lascia un commento

Chi lancia uova indebolisce le ragioni della protesta

Chi lancia uova fa coscientemente e volutamente l’interesse di coloro che vorrebbe contestare. Tutti i giovani del nostro Paese chiedono più attenzione e rispetto da parte della nostra classe dirigente: la nostra generazione è destinata a patire le scelte sbagliate degli ultimi trent’anni in materia previdenziale, di equità sociale e di investimenti in università e ricerca. Ma chi protesta con la violenza ha torto, per lo stesso fatto di trascendere le regole della civile convivenza. Contestare poi un governo appena nato senza nemmeno aspettare la presentazione di proposte e programmi, è evidentemente pretestuoso. Noi ribadiamo, invece, tutta la nostra fiducia nell’operato del governo Monti: comunque la si pensi, il neo nato esecutivo è caratterizzato da una professionalità e una qualità senza precedenti. I professionisti dei disordini, che in Italia saltano fuori ogni volta che c’è occasione, sono stati in questi anni i più grandi alleati dei governi berlusconiani. Simul stabunt, simul cadent: speriamo che assieme alla stagione del berlusconismo si chiuda presto anche la loro.

Giacomo Possamai
segretario provinciale GD

17/11/2011 comunicato stampa 1 commento